Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• I - 095 - stanza nel palazzo inviolabile dell' ambasci•ata. I vi pure una sommossadella plebe andò a cercarlo, in• sultò il palazzo, chiese il sangue del filosofo e convenne involarlo coll'esiglio ad una terra maledetta. Ecco, o Signori, tutta la sua vita, tutto il suo de-- stino: e quanto mi resta a dirvi per appagare la vostra curiosità, non concerne oramai se .non la statistica comparata delle nazioni. Perchè Campanella varcando le soglie della sua prigione più non deve rivedere la patria, più non deve ricordarsi nè di Stilo, nè di Roma, nè di Napoli da lui contemplate attraverso le inferriate delle carceri, da lui viste come in un sogno angoscioso, dissipato da nuove e subitanee apparizioni che presentansi all'occhio suo. Quali sono queste inattese visioni, mi domanderete voi_?Qual altra sorpresa gli prepara la capricciosa fortuna? Seguiamo il prigioniero. I suoi ferri sono rotti, egli sale su ··di una misera nave; abituato da sessant'anni a vivere sorvegliato,vilipeso, spesso incatenato, voi indovinate quali tristi pensieri Io agitano quando salpando da Civitavecchiasi approssima al porto di Marsiglia. Egli s'immagina al certodi trovarvi un'altra Spagna, altri vicerè, altre gelosie monacali, nuova inquisizione, nuovi inquisitori che gli imporranno forse di ricominciare la spaventevole carriera dei processi, delle prigioni e delle torture. Chi sa se un' altra sommossa non lo attende a Marsiglia? Chi sa se un altro Noaillesgiungerà a difenderlo'! Che_può egli sperare da un popolo da lui sempre deriso e· sacrificato al re di Madrid? Che potrà rispondere a chi gli mostrerà i suoi disegni per ravv.olgerela Francia in wi labirinto di sedizioni onde poi schiantarla coll~ guerra'/_Inlanto mente nome e :59

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