- 59i - rirnane ancora nella prigione. Nel 1617 quando il Mezzodìpensò anch'esso imitare il Piemonte insorgendo contro la Spagna·col Duca d'Ossona, vicerè che aspirava al trono indipendente delle due Sicilie, la sorte del poeta si mitigò; l'ambizioso Duca scese a consultarlo, e pare che seguisse qualche suo consiglio. Un giorno vede.ndoi doganieri che pesavano le frutta dei villici, tagliava le funi della bilancia e faceva intendere dover essere libera la circolazione dei prodotti come lo è la loro produzione. In quel giorno egli obbediva al prigioniero.Maquestolampo di favore e di speranza svanì ben presto, e il prigioniero avviluppatonella disgrazia del duca, scontò tra nuovi rigori il momentaneo rispetto che aveva saputo inspirare. Poi succedettero ancora otto anni · di carcere colla sola modificazioneche questa volta numerosipersonaggitedeschi e fr'ancesi,scandalizzati di vedere tanto martirio inflittoa sì alta intelligenza, fecero intendere se non la voce della giustizia almeno quella dell'umanità. Due_grandi banchieri di Germania, i Fugger ed altri, e letterati,, e liberi pensatori servironsi di ogni mezzo, moveruntomne1n la• pidem, e un benefico raggiro indusse finalmente il pontefice a togliere il monaco dalle mani della Spagna ed a servirsi del suo diritto di giurisdizione sugli eretici per trasportarlo nelle carceri del sant'Uffiziodi Roma. Ma benchè ·visitato, benchè onorato da una folìa di stranieri fu appunto per questo ancora incerta la sua sorte, e la gelosa Spagna reclamò di nuovo la sua vittima, nè si sa quale sarebbe stata da ultimo l'indulgenza della Chiesa se il duca di Noailles, ambasciatoredi Fran.. eia, non lo avesse sottratto all'inquisizione dandogli
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==