Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- ti90 - scia lo preme a tal punto che sta per uccidersi. Che vuole adunqne da lui S. M. Filippo III? « Mio « Dio, dice egli , le mie preghiere non sono state << esaudite, io sono stanco; devo io invocare un altro >) Dio o credere all'inutilità della preghiera? » Ma la prigione continua: » Cinquanta prigioni, sette tormenti » Passai e pur son nel fondo, , E dodici anni d' ingiurie e di stenti. ) Stavamo tutti al bujo, altri sopiti , D' ignoranza nel sonno, e i sonatori , Pagati raddolciro il sonno infame; » Altri vegghianti rapivan gli onori , La roba, il sangue o si facean muti , D'ogni senno e schermian le genti grame: > Io accesi un lume.... , « E tutti mi si precipitarono contro ; il mondo, che nulla soffre mi opprimecon mali innumerevoli, ed io sono addoloratoin mezzoalla letizia universale. Con qual giustizia? Assisteva io all'antico consiglio in cui tutto predestinavasi? Perchè n1entonoadunque le stelle? Perchè rendi tu inutili la scienza e i doni d~'tuoi profeti? Io sto nella penitenza, rnentre il vizio è incoronato, io sto nell'agonia della morte mentre gli altri fruiscono della vita. » • Che se gli enti e noi figli d'Adamo » Doveamo tramutarci a ben del tutto , Di magione in magione , Perché non fai tal muta senza lutto? , Ma folle, risponde egli a sè stesso, tu desideri il piacere, tu aneli alla voluttà; non vedi adunque . che il piacere implica dolore e che se tu fossi in.. sensibile, la felicità sarebbe un sogno per te? I

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