- 589 - sione, che maggiormente traffiggono i rr1artiri, il colpo più crudele è loro portato dagli amici quando giunge l'ora in cui si sbandano, quando ogni fede vacilla, quando l'uomo imperterrito è gettatotra i ladri, i maniaci, ed ogni rifiuto della società. Allora s'intende il primo gemito del poeta che parla a Dio: , Come vuoi che a buon porto mi conduca • Se de' compagni dati io veggio a prova , Altri infedeli , e chi fede ha si trovi , Che senno in lui pochissimo riluca 'l , E il fido e il saggio come lepre in bocca , Timor nasconde o fugge, o non mi giova, , E se l'audacia in tal virtù si trova , Cattività ed inopia la manuca . , . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , Credo e farò, se gli empj puoi far pii, , Ma voriei per alzarmi a tanta altezza , ~h' io m' intuassi come tu t' immii. , Gli anni succedono agli anni e il poeta rimane nella nauseabonda solitudine della prigione. Rarissimi amici giungono a visitarlo, pure, fra gli altri, egli verle un tedesco, Tobia Adamo, a cui confida ì suoi scritti e che li stampa fedelmente in Germania. Che Tobia Adamo sia benedetto da tutte le genti, e tutti ripetano col calabreseche, nuovoDiogene,percorrendo il mondo colla lanterna dei cinici, ha tro~ vato un uomo.negli antri di Napoli. Hannovi degli sfondi sotterr_aneni elle prigioni come nell'infernodi Dante, e vi si scopronobolgiespaventevoli destinate a far ·considerarecomeuna gioja # la semplice carcerazione.Campanellacade nell' una di queste bolgie, nel fondo di un fosso,che chiama il caucaso; non sa nemmeno se saranno letti i suoi versi sepelliLicon lui prima di nascere , e l'ambaI
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