- 573 - mediocri. Pur troppo la mente un1anaha bisogno del lievito della demenza per sottrarsi all'impero della realtà e per ricamare sui veli della fantasia l'immagine della giustizia sì spesso assente dalla societ~,e poichè in simile lavoro, ondeggiante pur sempre tra il meditare e il vaneggiarel'unica condizioneche si abbia diritto di esigere si è -la coerenzadei pensieri, nessuno contesteràallo scrittorecalabrese di essere stato sempre lo stesso in ogni sua più lontana deduzione, in ogni sua più mobile divagazione.Perciò voi siete sempre illuminati dalle parabole da Iui descritte negli spazj immaginarj dell'ignoto, \·oi ne traete di continuo l'istruzione che si ricava dagli scandali stessi dati dal genio cui occorrono pure i momentidi crisi e i giorni nefasti per rettificarsi e progredire nella via del vero. Se le sue rifòrme sono assurde, i fatti da lui notati son~ sempre veri e nel suo sforzoper oltrepassarli non H altera mai, nessuno megliodi lui svela la statistica comparata delle forze morali dei popoli, ed egli è esperimentale nella politica come nella sua filosofia,dove la più violenta teosofia non falsificamai alcun fatto, e rimane sempre diafana simile agli argentei vapori delle cometeche lasciano tralucere le stelle del cielo. Altri scritti sulla Fiandra e su altri soggettiservono ad amplificarela sua evoluzionepolitica, e tutti portano lo stampo della sua originaliLà,·tutti sorprendono anche quando il loro titolo annunzia idee già note. Sempre egli inganna la volgare aspettativadei più liberi pensatori, ma sempre egli la sorpassa con arditezze superiori ad ogni volgare ardimento.· Per esen1pio,perchè credete voi eh' egli assalga . l'ordine di Gesù in uno scritto che gli consacra? •
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