Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

. - 072 - diminuito; ecco questi mostri del medio evo attirati alla corte, addomesticati, ingannati , sopracaricat.i d'onori ruinosi, obbligati a rappresentanze che li perdono; ecco nuovi codici, il commercio libero, la giustizia rassicurata, le derrate sciolte dai dazj; ecco il consiglio della monarchia composto di sapienti scelti da tutte le nazioni in modo che ciascuno di essi concorre al ben essere universale col proprio genio particolare qui politico come in Italia, là astuto comein Ispagna, altrove rotto alla navigazione con1e in Olanda ; ecco la stessa comunanza delle donne che comincia a spuntare nell'esercito, la cui riproduzione è confidata alla voluttà dei soldati autorizzati a rapire le donne ed a farle mantenere dal re mettendone i figli nei collegi militari, dove si abbozza altresì la comunanza delr educazione, del vitto e dei beni. Ecco alla fine la religione stessa di Campanella che balbetta i suoi dogmi nelle scuole dove si venera Telesio invece di Aristotile, si coltivano le scienze fisiche e matematicheinvece della Scolastica, si studiano le lingue vive invece delle morte e si cerca di esplorare il mondo, di conoscerne i diversi culli e di scandagliare la natura sconosciuta de' diversi popoli,invece di disotterrare l'antichità dei Greci e dei Romani o di discutere su qualche parola ebraica per divagare sulla metafisicadei sacramenti. Insomma la rivolazione soppianta il dominiodel pontefice nell' .a.tto stesso in cui il pontefice sovvertela dominazione universale <lellaSpagna. Vi ho espostoun delirio, ma questo deliriodomina da tanta altezza il gretto ragionare dei più pratici po-- litici che si ha quasi voglia piuttosto di errare col filosofo calabrese, che di attenersi al vero cogli uomini

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