Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 571 - confessa apertamente di dipendere dal papa, lo fa predicare dovunque, attira nel suo consiglio i più distinti prelati, ma~da a Roma l'erede presunto della corona , i suoi fratelli entrano nel collegio dei cardinali ed i cardinali reggonole regioni sospette, i prelati le terre del nuovomondo. i vescovitutti i tribunali col diritto d'appello al pontefice; e mentre due cardi.. nali amministrano il tesoro pubblico, le casse dell'esercito stanno nelle mani dei frati a cui con1pete il diritto di pagare ogni soldo e di presenziare nei consigli di guerra. Il re è spacciato, il regno è in balia dei preti, ed il pontefice è signore della dinastia, dei tribunali, degli eserciti, della flotta, del tesoro, delle prefetture, in una parola dell'antico e del nuovo emisfero. Se non che le .precauzioniprese da TomasoCampanella contro il i.. e di Spagna devonoessere ripetute in faccia al pontefice, sotto pena di esser lasciato allo stato di semplicedo.n1enicanoe,d egli sfuggealla Chiesa col principio della propria rivoluzione da lui seminata a piene mani nello stesso trattato della Monarchia spagn!Jola.Ad ogni pagina vi si pressente la città del Sole; qualunque sia il punto di vista al quale si giunge, la si scopre da lungi, la si vede come una terra promessa; il vecchiomondodeclina e le sue istituzioni cadono a frantumi, ma solo per lasciar libera la nuova religione. Il Papato trionfa dappertutto dove sventola il vessillo ispanico, ma ogni vittoria ispanica è una vittoria della democrazia universale. Ecco i -baroni schiacciati dalle imposte, spogliati dei loro privilegi, raffrenati dai par• lamenti; ecco le loro truppe conged~te,le loro casse vuotate, le loro rendite limitate, il loro servidorame

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