Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 661 - messo di ritornar presto sulla terra, nel mentre che già 1600 anni sono scorsi inutiln1ente. Che potrà rispondere il pontefice? Nulla. Che risponde la nuova religione? Che Cristo è risuscitato a Stilo. Susseguono le altre obbiezioni e sulla Eucaristia che confonde il senso e la ragione; e sul la rvladona che pretende di esser vergine e madre; e su Dio stesso che vuol essere uno e trino; e sul suo grande atto d'an1ore che lo fa esser Dio e non Dio, uo1noe non uomo; e sull'effettodella sua degradazione, della sua incarnazione destinata a salvarci, mentre il più gran numero dei viventi si perde; e sull'infinita sua misericordia, mentre pochissilni sono gli eletti; e sulla sua impotenzasenza limiti, che lascia il n1ondoal mal genio; e sulla sua grazia che implica il divino misfatto della predestinazione, la quale trabalza a caso gli uni in cielo, gli altri negli abissi. Che dire poi della sua tarda nascila che ·implica la perdita di tremila anni pieni di anin1edannate? Che dire de' suoi profeti, de' suoi apostoli cui rimane ignoto il nuovo n1ondo? Per- · chè ha egli permesso le pesti, le carestie, le guerre, le eresie, tanti sch;mi, tanti mali fisici e 1norali che negano la provvidenza? Per qual ragione dobbiamo noi esser responsabili del peccato di 1\damo? In che vi hanno partecipatogli altri esseri viventi, muli compagni dei nostri dolori? Perchè perinette egli che i difensori della religione siano incapaci di ripetere i miracoli che l'hanno fondata? Perchè perseguita egli egualmente il pio e l'empio? 1~ perchè dello stesso cristianesimo pub dirsi con Lucrezio,che ]a religione ha consigliati atti en1pj e sceller~ti. Or bene, o Signori, ponderate l'una dopo l'altra tutte queste obbiezioni~e voi vedrete, che se Cam37

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