- 560 - esser stato autorizzatoda Diocon profeti e con n1artiri a benefici~dei credenti, e l'inganno esser stato permesso dal Creatore nello scopo di governare le varie parti del mondo, con riti e modi diversi come i costumi. Di tali increduli, soggiunge il Campanella, appena quattro ne ho sospettatinel presente secolo, e appena ne vidi venticinque nella storia, e voi ben intendete, che nei primi o nei secondi egli contava sè stesso. Quando poi egli affronta la discussione proponendosi di sormontare tutte le obbiezioni dell' incredulità, il suo co1nbattin1entoè predisposto per 1nodo, eh'egli lascia sen1pre il cristianesimoferito sul ca1npo di battaglia, nel mentre che la sua religione esce vittoriosa dalla lotta. Chefa dire egli dall'incredulo nemicod'ogni culto? Che infinite sono le sètte, varie le opinioni, e che ciascuna di esse vanta i miracoli suoi, e qui, qualunque sia la risposta il cristianesimo sarà pur sempre una setta, un'opinione, e i n1iracolida lui riconosciuti nelle altre religioni,comunque in1putatiad un intervento satanico, lo lasceranno ricadere nella battaglia generale dei culti allo stato d'eguaglianza con tutti i suoi nen1ici del Bran1ismo, del Buddismo e dell'idolatria. Ma chi si eleva al disopra e respinge alla fine il Vangelo fra i libri delle altre religioni, proclamando una fi]osofia da essi tutta ignorata, non si trae forse in salvo lasciando il ponteficealle prese cogli avversarj suoi? Altre obbiezioni,soggiunge Campanella,assalgono più specialmente il cristianesimo.E qual è la prima da lui enumerata? Qual è il capitale difetto che, se-- condo lui, discredita la Chiesa? L'aver Cristo pro-
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