Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 559 - Quindi le obbiezioni comincianocon Roscelino,con Abelardo;si estendono coi loro successori; il sì cd il no si disputano ogni riga delle sante scritture; l'incredulità diventa un metodo, un esercizio, una moda, e giunge a tal punto che S. Bernardo chian1a i quattro grandi scolastici del suo tempo, i quattro labirinti della Francia, gli uomini che perdono tutti i credenti. Campanella si fa scolastico. Vi pron1cttedi propugnare la vera religione ignorata dalla massima parte del genereumano.Maqual è questa religione? Quella, secondo lui, dettata da Dio, suggerita dalla natura, predicatadai filosofi,praticatadalle nazioni, e se i profetied i taumaturghi la celebrano,voi ben sapete, o Signori, che non è quella di Roma, ma quella che anima da} principio del mondo i più diversi culti della terra, e che chiede l'associazione universale del genere umano. Senza dubbio che il filosofocalabreseequivocadi continuo, e un troppo candido lettore potrebbe crederlo un'entusiasta del Vangelo;ma quando enumera gli increduli, quando egli vi dice che convien vincere, e gli uomini addetti ciecamente alla religione delle loro patrie, e l'immensa moltitudine, la cui fede varia e contradittoria dipende dall'interesse, dal favore, dalla fragilità, dalla leggerezza,la quale spiega la prostituzione degli epicurei,delle cortigianee dei banchieri, voi ben v'accorgeteche egli deve vinceree cristiani, e musulmani, e cattolici, e protestanti, e pontificj,ed inc~edulipropriamentedetti. Che anzi egli s'inclina dinanzi l' ultima classe degli increduli, dicendola compostadi filosofi ~che seguono la legge naturale, che credonoogni leggeesserneun riflesso,ogni cuito

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