Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 006 - Io vi noterò tra questi scritti il libro ancora inedito: Quodconvertenturad Dettmuniversifinesterrae. A prima giunta voi lo direste uscito dalla congregazione de propaganda fide, e destinato a guidare i missionarj delle Indie; ma invece lo scrittorevi esamina filosoficamentetutti i culti, vi pondera le forze invisibili di ogni religione, e se vi propugna la fede cattolica si sottrae al cattolicismo stesso, dominando il Conciliodi Trento colla mente di Fra PaoloSarpi, ed anzi sorpassandolocol chiedereun futuro concilio di tutti i credenti, qualunque ne sia la sètta, qualunque la regione da essi abitata. Vi intervenga l' Etiope col Protestante, il Musulmanocol Bramino; sia discusso ogni dogma,depurata ogni credenza, esaminata ogni speranza, riveduta ogni legge, e che il genere umano decreti alla fine la sua repubblica. Cento particolarità erudite, studiose, ingegnosenelle stesse loro iperboli, invitano il lettore a moltiplicare i raffronti, onde sia facilitata l'unificazione dei culti. Non basta; in altr'opera intitolata: De gentilesimo \ non retinendo, egli seinbra intraprendere una crociata cattolica contro le reminiscenzedel paganesimo. l\Ia qual paganeshnodeveesser rejettodalla Chiesa? Il peripatetismo, la dottrina di Aristotile, che mirava alla monarchiauniversale a profitto di un uomo, con una scienza estranea a Dio e nemica di tutti i pontefici. Per Campanella il giorno in cui la Chiesaha accettato i dogmidel maestrodi Alessandro,ha fermato il moto della comuna·oza,ha rispettato la proprietà, l'ineguaglianza, la feudalità,ha lasciato il mondo a sè stesso, l'impero è risorto, i principi si sono insorti; nel cuore stesso dei credenti regnano due opposteleggi, l'una cristiana, r altra pagana. E che sostituisce Campa- ,I •

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