- u4:9 - astri e nel sole loro padre e nella terra loro n1adre altrettanti e·sseriviventi, e tengonoper fermoche noi stessi viviamonel mondo come vermi in uno smisurato animale. Non basta, o Signori,voi sapeteche non havvi religione se non si varcano le sogliedella morte e se la DivinaCommedianon si compiein facciaa Dionel cielo. Ma dove sarà il paradiso della filosofiaesperimentale? Dopoaver seguitola norma del senso, dopo aver rejette come false tutte le cognizioni che sfuggono alla sua verificazione,dqpo aver distrutte le entelechie, le idee, i generi, tutti gli elementi che ci trasportano al di là del mondovisibile,comemai dichiarare che la vera vita comincia nella tomba, ehe si nasce a~l'istante stesso della JnOrte,che le scene della vera:giustizia si svolgonoa controsenso d'ogni scena sensibile e che l'essere supremamente reale sta fuori dei corpi, della natura, di ciò che si vede, si tocca e che forma la base prima dello scibile, Ma ve lo ripeto, voi risponderete ancora colla filosofiadi Campanella,e poichè sotto lo strato del mondo sensibile egli afferma di continuo una corrente vitale, poichè nel suo doppio sistema agli svolgimentinaturali dell'esperienza camminanoparalleli gli svolgimenti sopranaturali della teosofia, mancandosubitamentelo strato della deduzioneesperimentale, egli procede oltre sostenuto dalla fede, d~lle profezie,dai miracoli che traggono al loro seguito misticamente le stesse nozioni da lui negate nel mondo e compie il suo dogma colla affermazione dell'ente, dinanzi al quale d'un tratto la natura diventa non ente, la sensibilitàmera apparenza,ogni nostra mondanasapienza illusione, per cui non sono
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