Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- r-548saranno j 1nagistratidella prudenza, della teinperanza, delle diverse virtù, e se volete raffinare i costumi stabilirete anche un n1agistratodell'ilarità. E perchè no? il buffone del re non esercitavaforse nel medio evo la magistratura dell' allegria? ed anche adesso quanti personaggi rimangono vinti e n1ansuefattimirandosi nelle loro proprie caricature pubblicate dai buffoni del popolo? Tutto l'escogitabilepuò invadere gli spazj del possibile e una moltitudine.di reminiscenze greche, orientali, giudaichee monastiche trasporta nella città del Sole ora la soppressione del denaro che sforza gli uomini ad attenersi al valore delle cose, ora l'abolizione del carnefice in omaggio dell'un1anità, ora la lapidazione che rappresenta la giustizia del popolo, ora la pena del taglione che eguaglia il castigo ali'oltraggio, ora la paterna bastonata che con1pensacoll'affronto il dolore abbreviato nel tempo. Queste pene si affrattellanopoi coll'int~rdizione dei sacramenti, o della mensa pubblica, o dell'atto venereo, e leggete cento minuzie, dove il principiomonacale dell'espiazionesuccede qlla legge romana dell'esempioe sovverte la legge feudale dell'onore. Quanto alla religione dei so]ariani spetta ancora a voi il descriverla, e facilmenteindovinate che consiste nella filosofia stessa di T~maso Campanella. Essi :veneranonei loro tempj Pitagora, Xalmoxis e , Gesù Cristo coi dodici apostoli; i loro canti celebrano gli eroi cristiani, ebrei e gentili di tutte le nazioni; se chiedete loro quali siano le loro aspettative, vi diranno che attendono la fine del vecchio mondo, e una rigenerazione universale; se volete conoscere i loro genj benefici vi mostreranno negli

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