- 5q0 - sperienza dei tempi suoi e non saprebbe essere jnferiore ad alcun veneto tacitista federale od unitario, determina il valore dei precetti dicendoli veri o falsi, ieali od immaginarj secondo che propugnano od avversano il soffio divino che spira. Il che viene con Iormola speciosa dichiarato da lui quando dice, tre essere i principj che guidano i popoli cioè Dio, Ja fortuna e l'occasione; Dio che guidava gli Ebrei, la fortuna protettrice dei Romani, e l'occasione che asseconda gli Spagnuoli. Con Dio nulla fallisce; spetta alla sapienza dell'uomo il regolarsi colla fortuna, l'occasione è mobile e può esser colta dall'astuzia; e qui tutti i precetti già noti ricompajono, si riproducono subitamente con nuovo ordine, con più ampie enumerazioni e con un disdegnoso laconismo per mostrare in quanti modi possono cadere gli Stati, in quanti possono esser salvati, ben inteso, quando Dio lo vuole. L'immoralità di Macchiavellisi riproduce negli ammaestramenti politici di Campanella in, modo ognor più imperioso.Spegnere le dinastie, deportare le popolazioni, moltiplicared'un tratto le crudeltà, beneficare lentamente, e cento iniquità sono suggerite con esperienza rapida e direi quasi fan1igliarizzatacol de., litto. Nulla vien omesso, ed anzi molto aggiunto perchè la scena è più vasta, e gli esempj Orientali si frammettono ai Greci, ai Romani, agli Ispani, ai protestanti, in guisa che le saette della Ragiondi Stato sembranopiovere sull'intiero globo.~la accuseretevoi ·campanelladi essersi contradetto e di credere egualmente a Mosèe ad Aristotele, a Cristo ed a Macchia-- velli? No certo, o Signori, io ve lo rjpeto, l\ilosè,Cri.. sto, regnano soli, se non che al loro seguito sotto il I
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