- 538 - polo si avvia verso il gran giorno dell'associazione universale, che ogni religione ne mostra i simboli e la figura; ogni qualvolta dico voi udirete ripetere intorno a voi, o che Bossuet domina con suprema maestà le catastrofi degli imperi, o che Herder dipinge con inco1nparabilepoesia la varietà delle civilizzazioni, o che Fichte addita le spi_ralisempre più ampie colle quali sì svolge la storia, o che Condorcet svela l'indefinita perfettibilità del genere umano, o che l{ant e tanti altri mostrano il secolo d'oro sempre fuggente per riparare in un lontano avvenire di giustizia e di grazia, ricordatevi che tutte queste dottrine comunque concette, modificate o intese o combinate, devono la prima loro origine al filosofo calabrese. Primo ad ideare la filosofia della storia Campanella è altresì il primo ad assegnare alla politica il posto che le compete nella gerarchia delle arti. Tutti gli scrittori petrarchisti, macchiavellisti, veneti e tacitisti, qualunque fosse la scuola alla- quale appartenevano la consideravano come un mezzo per farsi pontefici, condottieri, tribuni o re, fermando o smovendo le n1ultitudini a beneplacito loro. Esponendo le loro idee, io doveva tacere e lasciare libero il corso al1' ingegno italiano, ma alla fine la prepotenza di una teosofia fa sorgere l'inaspettata domanda, se esista reàlmente l'arte di salire e di regnare, se sia possibile di dominare le sfuggevoli scene della storia, se ci· venga concesso di scegliere a piacere la parte di Bruto o di Cesare e di ostare col nostro volere al torrente delle nazioni, degli imperi, delle religioni che s' in- .calzano sull'angusto spazio del globo. Che cosa è mai la vita dell'uomo nella vita d'un popolo ? Che cosa è mai la vita di un popolo nelle ore dell'eternità?
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