Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 033 - Egli crede a tutti i pontefici, a tutte le religioni, a tutte le tradizioni, egli pensa che Dio si è manifestato miracolosamentea tutti i popoli, e che ha guidato gli Assirj cogli astri, i Greci cogli oracoli e colle sibille, i Romani cogli augurj e cogli auspicj, intervenendo sopranaturalmente nella loro storia in quel modo stesso che guidava gli Ebrei colle colonne di fuoco, e i cristiani coi concilj direttamente ispirati dallo Spirito Santo. Dioha se1npreassistito tutte le genti, non ne ha condannata alcuna, furono tutte elette , tutte chiamate al gran giorno della redenzione. Per il che, i saeerdoti e i pontefici che presiedettero a tutte le società , sempre furono interpreti di Dio, sia che si rivelasse col mezzodegli idoli, sia che scegliesse altro n1ezzoproporzionato all' intelligenza umana. E quanto pii1 forte fu la potenza loro altrettanto forte si 1nostròla società, altrettanto più deboli furono i nemici di Dio, e la religionearmata schiaccia eretici, novatori, scismatici e tutte le discordieche favorisconol'avidità dei principi, le se- · dizioni dei popoli e l'anarchia generale. ~la quando vien meno la forza del pontefice, quando il dogma trovasi disarmato, lo Stato decade, e l'ultima sua rovina giunge quando sorgono i filosofi a negare l' esistenza di Dio e l'immortalità delr anima. Ma siamo giunti, direte voi, sull'orlo di un precipizio. Comemai Diopuò essersi manifest~toa tutti i popoli senza contradir.gi?Non sarebbe stato qui uno, là multiplo, ora un mostro, ora un eroe? Non . avrebbe dettato dogmioppostigli uni agli altri? Non sarebbe stato un perpetuo ingannatore? o ingannato egli stessoavrebbeforsevissutoin un continuodeliri.o? La sua forza si sarebbe forse sprigionataa caso come

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