- 53f - Ma alla fine , diretevoi, gli atei non sono profeti, nè i veggenti sono naturalisti, come mai procedere con un moto inaugurato da una prhnitiva contradizione? Procedete metodicamentemettendola logica al servizio dell'una e dell'altra dottrina. Io non vi dirò quale sia la migliore, se io preferiscala deséri-- zione o se io tenga in non cale la teosofia; vi lascio ai vostri studj, alla vostra coscienza,al vostro libero giudizio, solo chiedendovidi seguire di conseguenza in conseguenzala doppia epopeacome creazionenon mia, non vostra, ma della dialettica, al1eprese coll'ignoto per la redenzione del genere umano. L' equilibrio forzatodei due opposti elementi Yien rotto dalla rivoluzione calabrese che fa ])attere il cuore del profeta. Qui comincia la sua vita, qui il suo meditare, qli-itroviamo il primomoto nel quale la teosofia precede, promettendo anticipatamentela felicitàa tutti i viventi. I/ esperienza succedee deye obbedire all'idea che invade i fatti, non per fer111arvisi, ma per trascenderli; quanto più sono essi esa- · minati e presentati sotto ogni aspettofisicotanto pilt devono cedere alla preconcetta mist.agog•}cahe trasfor1napoi la descrizione in invenzione, la storia in leggenda, senza mai discendere sulla terra se non per risalire in sfere sempre pii1portentose e aeree. Ciò posto, quale sarà la filosofiapolitica del profeta calabrese? Leggiamopure il libro e gli aforismi da lui particolarmentededicati a questa materia.Chi non sa reggere sè stesso, dice egli, non sa reggere nè la donna, nè i figli, nè i servi, nè la tribù, nè la città, nè la provincia, e chi non sa governare la · provincia, invano cercherà di governare un regno, un impero, la chiesa, il genere umano. Sono qnesti·
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==