Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- t>t8 - che l'apparenza decide di tutto, che quando vi dicono ribelle lo siete, e che giunto a Stilo, Can1panella fu il capo della rivoluzionedelle Calahrie.Ne fu il capo perchè indicato dalla persecuzione a tutti i malcorrtenti ~ perchè figlio di Geronimo Campanella già insorto nel 154-i contro la Spagna; perchè di natura superiore dominava tutti e amici e n.emici; perchè le famiglie rivali di Stilo, obbedienti alla sua paro]a, cessavano di combattersi; perchè a Nicastro il partito del vescovoe quello del governatoreaccettavanoegualmente la sua pace; perchè venti città si mettevano immediatamente al suo seguito; perchè duecentopredicatori. e trecenti conventuaìi propagavano la sua parola; perchè mille ottocento banditi, molti vescoviJ 1noltissirnibaroni impugnavano le armi per sostenerlo; perchè una voce sua o d'altri, prometteva le terre dei ricchi ai poveri, la 1norte dei gesuiti, la libertà delle monache; e pcrchè vistosi filosofo, novatore e redentore nell'età di trent'anni,, nella quale Gesù Cristo aveva con1inciatala sua predicazione, si credette egli stesso un n1essia. Arduo sarebbe il detern1inarecon esattezia quali fossero le sue idee nel mon1cnto dell'azione, nulla rimanendo di lui che si riporti a quest' època, e gli stessi suoi libri anteriormente stampati essendo perduti. Che se ogni suo scritto ulteriore riceve l'impulso da questa rivoluzion·e,e si può dire frutto di questo suo prin10 amore, altra è-la causa o l' occasione di un sistema; altro il sistema stesso che può differirne . come la valanga dal nocciolo. Egli è però fuori di dubbio che, interprete degli sdegni della terra contro la dominazione della Spagna, egli nobilitava questa cieca insurrezione con idee tolte dal VangeloEterno,

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==