- oO~ - tutte· le virtù che si possono raccogliere dai libri di filosofiamorale e di teologia dogmatica. Secondo lui, il perfetto cittadino deve sapere le lingue, essere versato nella rettorica, intendersi di filosofia.,aver notizia delle istorie, conoscere l'arte militare, occuparsi della lezione dei poeti ed accudire ai calcoli della matematica. Nè tanto ·basta, perchè queste sono virtù intellettuali soltanto, e lo scrittore genovese esige altresì un'altra serie di virtù morali cui corrispondonoaltrettanti capitoli nei quali s'impara che il cittadino ha da essere forte e co1ne; ha cla . essereliberalee come; 1nagnificoe conie; niagnanimo e co1n)e. moderato,1nansuetoc, ostantec, leniente. Da ultimo, un'altra filza di virtù presiede all'azione, che richiede alla volta sua buona salute, gran riputazione, ricca figliuolanza,molti amici, poi l'esser grazioso, piacevole, verace e motteggevolenelle brigate. Non si può dire con quanta semplicità sia fatta quest'enumerazionedi buone qualità; lo scrittore genovese non sospetta neppure che la scena varia ed instabile della politica richieda sempre diverse attitudini, sempre nuovi cittadini; ora vuole la collera di S. Paolo, ora il motteggiodi Diogene, e il cittadino modello,punto non esiste, comepure non es·iste il modello dell'uon10,o riducesi ad una vuota astrazione, la quale abbraccia Socrate e Nerone.E perchè mai non saressi~o poi dispensati dalpraticarequalche. virtù, permettendoci,per così dire, una festa in quaresima? Dio non ha forse concessoa l\losèd'ignorare ·l' eloquen Zl, al primo Catone di disprezzare la filosofia, agli Spartani di non leggere nè poeti, nè storici, nè matematici? Non è nemmeno assicurato che il cittadino debba essere virtuoso; ciò che dite virtù
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