- EJOl - donne inèinte mandandole alla mes.sa.Questo bor~ ghese è sì volgarenel suo poetico ':70loe, combinando ~latone con Pantalone, stuzzica i nervi per modo, che si respira quando cade dall'alto delle sue reminiscenze ideali nella tradizionale apologia di ·venezia, dove almeno lo stento finisce cd una certa facilità maccheronicafa cessare il disagio.Vivaadunque ,renezia « nel capo d'Italia, nel cuore d' Eu- » ropa, nel mezzo appunto fra il caldo e il freddo » da ché viene il temperamento di chi vi nasce >> tra intelligente ed animoso, tra prudente e corag- • » g1oso. » Lungi da Venezia più rigogliosa germoglia la de1nocrazia,ed il genoveseAnsaldo Ceba evita il goffo equivocare di Nor.es,descrivendoil tipo del cittadino con alcune generalità che, spiritosamente applicate, avrebbero potuto servir di tema a piacevoli satire. ParlatedeJlagiustizia,della sapienza,della generosità, di tutte le virtù, presentatele come specchj nei quali si mirino i signoriministri, deputati e senatoridi qualsiasi paese, e quando anche voi foste in Utica, alla_vigilia del gran suicidio,vedendoCatonedare un pugno nel musoal pii1mansuetotra gli schiavi, arrischiereste di dare in uno scrosciodi riso. Mal'ottimoCeba non ride mai, quindi non sfugge al fato che insegue gli innocenti e si limitaad imitare studiosamenteEgidio Colonna e i petrarchisti che diping(Wano il tipo del re, appendendovi, come ad un altare votivo, tutti i più squisiti ornamenti tolti qua e là dagli eroi della favola·o dai santi del paradiso. Lo volevanoessi sapiente come Socrate, giusto co~e Minosse,generoso come Achille, dolce ·comela vergineMaria~ed anche Ceba desidera un cittadino nel quale si riuniscano
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