Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- &89-- . al convento dei Servitidove è trasportatoFra Paolo: tutti i senatori vi si recano interrompendo le loro discussioni,e la sala del gran Consigliorimane vuota ad eccezionedei Dieci che vi si fermano per decretare pene tremende contro gli assassini, ricompense ricchissime a chi li consegnerà morti, premj smisurati a chi li darà vivi: tutti gli occhi si fissano sulla • casa del Nunzioapostolicoaltamenteminacciato. I soccorsi sono prodigati al ferì to, i chirurghi dello Stato che lo assistono,ricevonogenerosissimerimunerazioni, e tutti gli ambasciatorivengonoinformatidel disastro accaduto; a chi? a Fra Paolo? No, alla Repubblica. Egli guarisce: la Repubblica Io vorrebbe nel suo palazzo: lo lascia a stento nella sua cella: ma i Tre ed i Dieci veglianq, sventano un secondo tentativo; il popolo, i bottegai non lo perdono di vista, egJi è sotto la protezione di tutti. Io non entro in altre particolarità, non espongo una biografia, ma ben vedete quanto potente sia i t soffiodella ragione ancorchè invisibile e sviato tra una plebe che adora il nemico. Se perduto il sentimentodel tempoio dovessi recarmi a Veneziacolla speranzadi vedere ancora Fra Paolo, io vorrei, o Signori, conternplarlo,assistendo in piedi alla messa da lui celebrata. Vi scorgerei al certo l'espressione di sentimenti sconosciutinelle scuole dei filosofi,vi scorgerei la fedenella fede del popolo considerata come un fattonecessario, l'amore della patria trasportato direi quasi per una specie d'ipostasi nelle cerimonie del culto indigeno,l'amore dell'umanità sottopostoalle condizioni dell'èra delle pugnalate papaline e dei roghi cattolici. Vi vedreiun sacerdote, il cui Dio forse assente dai cieli accetta •

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