- 488 - no? Non doveva forse trattare della conciliazionedi Luter_ocol Papa?Non escludeva forse anticipatamente con meravigliosa destrezza tutti gli uomini della Ri-- forma? Non li condannava forse senza intenderli, senza vederli? E qual era stato lo scopo del moto generale se non di diminuire l'autorità del pontefice? Qual era il risultato del Concilio, se non di assicurare più che mai il dominio della santa sede? Qual teologo, qual santo può contestare che i prelati non si adoperassero in ogni modo per farne trionfare gli interessi? Qual legge divina vieta di ammirare l'abilità dei servi di Dio? E non è forse spaventevole questo monumento, in cui ~Iacchiavelli prende la penna per scrivere la storia di un governo spirituale minacciato dalla verità e difeso dall'astuzia organizzata della Chiesa? Semplice e modestissin1aera la vita di Fra Paolo, che limitavasi a recarsi dal convento al palazzo dei - dogi , e nel convQnto umilissimo frate , sottomettevasi egli alle pratiche dell'ordine suo come l'ultimo novizio. Ma sapete qual era la sua potenza per Roma e per Venezia? Fino dal f 607 Trajano Boccalini gli scrive: « Non si addormenti, di grazia, :. che la corte di Roma a qual prezzo si sia vorrà » togliere ai Veneziani il loro appoggio. Le parlo » con franchezza, perchè credo la sua vita necessaria » al mondo. » Necessaria l mondo I e due anni dopo Fra Paolo è assalito su di un ponte e trafitto, riceve ·ventitrè pugnalate, ed il coltello rimane nella ferita più grave, pure non è mortalmente colpito. Ma ne nasce, che questo disastro accaduto in prima sera desta di un tratto tutta la Repubblica, quasi il suo leone fosse caduto. Gli eleganti dell'opera accorrono
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