Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

- 483 - cui autenticità il Daru e il Botta pure non dubitavano, e che rimaneva per ben mezzosecolo col nome di Fra Paolo in fronte senza incontrare opposizion~. Assai deboli sono gli argo1nenti coi quali ne fu negata l'autenticità, e per verità quando il patriottismo veneto protesta a nome della morale, quando si finge attonito al veder attribuite all' antico Servita idee politiche al certo sospette, noi siamo alla volta nostra meravigliati della subita innocenza dei critici veneziani e dell'obblivione nella quale lasciano cadere il passato della loro patria, affettando perfin d'ignorare gli Statuti dell'inquisizione, le iniquità tradizionali del palazzo dei dogi , le massin1einfami apertamente professate, non dirò dai capi, ma dal pubblico stessodurante una lunga serie di secoli,nei quali i prin1i magistrati procedevano coli'assassinio, colla diffamazionee colle più sfrontate ingiustizie. In ogni modo io lascio la discussione intatta, a me basta solo che crediate all'esistenza di Fra Paolo Sarpi e che crediate altresì all'esistenza dell'opuscolo Sul modo di eternizzareil governodi Venezia. Prendete questi due fatti, siano imputabiliad una persona od a due, è certo che Fra Paolo ha esistito, non lo contesterà la storia, è parimenti certo che l'opuscolo comanda l'attenzione e lo comprova il dibattimento di cui è causa. Soggiungerò Ghe desso è scritto con profondità di vedute, con una rara cognizione dei luoghi, dei tempi, delle circostanze, che sbalordisce colla sua rapida franchezza, e che la sua importanza è tale, da metterlo immediatamente dopo i primi lavori classici della nostra politica.. Ciò posto io vi parlerò in primo luogo di Fra Paolo Sarpi, e in secondoluogo dell'opuscoloa lui attribuito..

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