- 4:73 - chieri veneti cerchino di accumularetesori, e chiaro vi apparirà in qual modo estollendo e beatificando la sua Venezia, il Paruta creda di vedere alla fine la_repubblica di Platone attuata sulle lagune. Questo scartafaccio del Paruta conliene pii1 errori che parole, e se volessi criticarlo cadrei al disotto di n1e e di voi. Qual rapporto tra il sapiente di Platone e il magistratodelle lagune? il primo è filosofo, il secondo inquisitore. Qual rassomiglianza tra i regnanti immaginatidal discepolodi Socrate e i patrizj del senato di Venezja? I prin1i traggono ogni superiorità dall'imo fondo del loro pensiero, conoscono sè stessi, sono gli uomini per eccellenza, i secondi sono nobili, ricc~i , volgarmente potenti nelle loro cariche di semplice apparato o di misera polizia.. Qual analogia tra il guerriero platonico che rappre.. senta la filosofia arn1ata, il braccio al serviziodella fede e i mercennari assoldati nella certezza che il cittadino veneto col comando militare sarebbe un tiranno? In somma il Paruta, trascinato dalla propria loquacità, passa dalla repubblica ideale al governo misto, dalla poesia di Platone alla prosa d'Aristotile, e non si accorge nemmeno che passa dall' an1ico. al nemico. Di fatti chi segue Platone segue le idee, deve loro ogni sua potenza, il resto non conta, e perciò, superiore a tutti gli accidenti della fortuna, disprezza la falsa base delle ricchezze, non si cura della falsa superiorità dei tribuni o dei tiranni; fosse egli infelice comeSocrateche beve la cicuta, si crede più potente del senato che lo condanna. D' indi la necessità di confidargligli Stati; interprete delle idee creatrici del mondo, sovrasta il filosofoai falsi politici della terra· come il sole alle ombre. Ma Aristotile '
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==