• • - 470 - 1nusuhnano, si estese sulle terre dell' ìn1perod'Occidente e giunse fino a vedere lo spettacolodella rivoluzione francese. Per quale ragione adunque Venezia è stata prospera, con1n1erciale•potentea dispetto d'ogni legge? Per quale motivo gli Italiani non hanno mai cessato d'invidiare il parodosso della sua felicità? Nell'era anteriore alla Sainte-Barthelemy,era che, benchè corrotta,potrebbe dirsi dell'innocenza con1parata a quella delle guerre di religione, gli scrittori italiani li1nitavansia lodar Venezia, ad esaltarla, e nessuna città, nessun regno avevamai inspirato un più gran numero di panegiristi. Gli uni la dicevanoun portento della natura, gli altri la figliaprediletta dei cielo, e si stan1pavasolennemente che Dio aveva avuto piì1 cura di lei che di tutto quanto il n1ondoinsieme. Gli elogi continuano nell'epoca attuai e il Menzini celebra il Leonearniato, l\1ainaldeschi il Leonecoronato, Zuniga la calaniita clellE' uropa, dove i piaceri attirano da ogni parte i facoltosi, e se consultate i cataloghi del Foscarini e del Cicogna troverete le pii.i esagerate apologie che siansi scritte in versi ed in prosa. l\1ala scienza rimane estranea a simili encomj. - Noi chiediamo idee. La sola idea sorta nell'epoca anteriore a spiegare il gran fenomeno di Venezia, idea confusa e variamente interpretata dal Me1nmo, dall'Erizzo e da altri, consisteva nel dire che la Republica aveva fermato la ruota della fortuna, che erasi _involata alla cieca spinta delle moltitudini,confidando il governo ad una stabile aristocrazia; che quindi, sitnile a Sparta, essa sfidava i tempi; mentre che Roma abbandonata alla politica delle armi e delle rivoluzioni, soggiaceva rapidan1enteprima ai cesari e poi ai barbari.
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