- ~~o - possano essere giustificatenel senso del rispetto; - guardati dal lasciarti dare un sopranome e sopratutto nella milizia, il tuo credito sarebbe perduto; - non fidarti dei domestici che hai oltraggiati, che riceveres~iuna pugnalata. - Non ti. diletta mai di passeggiare dinanzi all' abitazione del tuo nemico, volendo n1ostrargli di tenerne poco conto, che potrebbe scaricarti un' archibugiata. =-- Quest'ultimo consigliomostra qual genere di politica si facesse verso il i trJ5 nelle vie delle città italiane. II senso morale smarrivasi a tal punto che pare sfuggirea molti scrittori, d'altronde onesti, la distinzione stessa del bene e del male; motivo per cui noi troviamo nel 1617, un cavaliere napoletano, Don Fabrio Frezza,tutto intesoa rivedere l'una dopo l'altra le questionidella Ragion di Stato ed a darne nuove soluzioni giuridiche. Nel mentreeh'egli tratta, secondo Tacito ed altri scrittori, i più strani problemi su Aristodemoe Artasvarde,egli è curiosodi vederlo domandarsisul serio se sia permesso di regnare con terrore, di rendere nulli ed effeminati i popoli, di trucidare chi ci salva la vita, di destituire i magistrati prevaricatori, e benchè sempre morale sia la sua risposta, il metodo con cui produce le sue ragioni hinc inde e quindi il suo procedere per al- . ternatìve fanno sì che il suo libro si getti con vero disdegno, per aver richiesta molto magggior attenzione che non meriti. Altri scrittorimediocrissimiaumentanoa dismisura il numero dei Commentatoridi Tacito, ma nelJa volgarità dei loro lavori poco ci cale oramai di sapere se siano apologisti o critici di Tiberio, se credano al vizio o alla virtù, e fino a qual punto sia onesta
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