Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

bene, noi sappiamooramaifin dovepuò giungereil fanatismo della monarchia cattolica; ma che lo stesso Cavriana disti I lando il suo veleno a traverso le frasi di Tacito riproduca le massime, le osservazioni di Macchiavellie notf esser le religiont imposture, i delitti necessità politiche, gli assassinj di Romolo atti eroici, le menzogne di Roma; finzioniindispens_abili,e che si fondi precisan1entesui principj che negano ogni morale, ogni religione, ogni monarchia per esigere con furore il rispetto dell~ religione, della morale, della monarchia, la è questa una sorpresa alla quale non ci attendevamoancora. · Unaltro dilettan_tdei massimepocomorali è l'anonimoche chiamo il .Cauto e che lessi nella Biblioteca Nazionaledi Parigi sotto il N. 7749/5 Colb. Il Mar- . shand lo registra due volte, una volta nel volume I, p. 762, l'altra nel vol. II, p. 13, senza accorgersiche i due manoscritti sono ·due copie di una stessa opera e che la ~opia da noi indicata è la sola completa, mentre l' altra si ferma alla fine del terzo libro. Grand'ammiratored. i Tiberio, discepolo di Guicciardini, che dichiara esplicitamentedi voler continuare commentandolo storico romano, il Cauto s'interna nella casuistica della furfanteria, esaminando italianamente i fenomeni della forza e dell'astuziae, conformementeal nome da me datogli,ne trae cento e cento precetti. di cautela, di prudenza, di circospezione,nei quali, benchè men vile al certodi l\'Iarretti, riesce assai più ingegnosamentemalizioso.Nonconferisci il tuo secreto con ammogliati,dice egli, perchè il caldodel letto suolebene spessodisfare la secretezza;- non scherzarecoi principi,nè parlar loro famigliar1nente, se non con frasi a doppio senso che \ l \

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