-- 4tS'1 - Per· una sua bizzarriapersonaleinvece· di -commen~ tare gli atti di 'f iberio; l'Oraffi commentagli atti di Germanico, ed invece di proporre per modello il tiranno, proponela vittima, mostrandola come in un dran1mae ad ogni scena facendo succedere le sue massimee le sue riflessioni. Ma Germanico, come ognuno sa , mentiva quanto Tiberio; Oraffi ne ammira non l'innocenza ma.la furfanteria,e pur troppo riassumi}con esattezza le sue dottrinequando·dice: « Chi non sa ingannare, non sa esser uomo\,Col- » l'arte si perfezionala natura, coll'ingannol'uomo. » L'inganno è in terra, comeMercurioin cielo.Tutti )) o in bene o in·.male ingannano; ma in un prin~ » cipe è più necessario·ciò che in altri è utile. ,, Tali erano gli scritti che anche i signori abbati destinavanoai giovani per formare loro il cuore e Io spirito. Non basta.Venivanoda taluni contestatii vantaggi della tanta venerata dissimulazionedi Tiberio; ma eccovi il Collodioche riabilita questo viziocesareo e ne fa l'apologia in un suo opuscoloper rassicurare i fedeli e conclude « non inutile, non ridicola, non » rovinosa essere la finzione, ed anzi consigliata » dai te1npi,dal progresso della civiltà, dalla prul) denza indispensabilenegli affari. » Le sue parole suppongonoin primo luogo che convien lasciare Ja franchezza ai fanciulli; secondo, che il mentire è virtù; terzo,checommendevolecosa è l' ess_erfalso; quarto,checonvien go-vernarecoll'impostura;quinto, che bisogna lusinga·rela corruzionedei tempi.Tutte queste massime si connettono e -formanoun corso completod'immoralità. . Un altro scrittoredifende anch'esso il suoTiberio, I • ...
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