- ~o~ - mancano ai vinti le forze ed il consiglio. Un uon10 che abituato a sitnili riflessi e la cui ragione con-- serva il suo impero in mezzo a tanti moti inc_rociati, a tante guerre civili, a tante passioni scatenate nei più opposti sensi non devesi al certo disdegnare, e quando il Furbo parla ai rib-ellie d·iceloro: di non intenerirsi, di non cedere, di difendersi ad oltranza, di non deporre le armi fidandosi a vane promesse e di cercar la saivezza o la transazione nell'eccesso stesso della ribellione, voi vedrete che i suoi consigli non sono da tenersi in non cale. Ma come seguirlo quando il cuore non gli inspira - che turpi pensieri e quando il suo gusto depravato lo conduce a nudrirsi di dottrine corrotte? Egli non vi parla che « della destrezza necessaria per « togliere di mezzo un gran personaggio, » egli vi prega di uccidere piuttosto cinquanta uomini in un giorno che trentadue pèr giorno(1 ). Trattasi di colpire i nen1ici·politici? « Che il principe , dice egli , » ingrandisca più che può la legge di lesa maestà » per viver più sicuro >> - (< non solo i tiranni ma » anco i più naturali principi mettano in gran ere• » dito questa legge n - « ne estenda~o i casi , ne - » aggravino le pene n - << ImitinoTiberio, che rimu- )t nerava gli accusatori » ( 2 ). - ImitinoElisabetta d'lnghi1terra e Filippo II che seguivano il model o di Ta-- cito. - « Creda poi il tiranno ad ogni menoma sospi- • zione di congiura e si guardi dalla bestialità del • Ducad'Atene e del Ducadi Borgogna,che facevano • morire chi rivelavale cospirazionicontro le loro per- , sone, e si ricordi che Pier Luigidi Piacenza,prima (t) Dis. X. (i) Dis. IX.
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