-:fi53 - Il dirlo destituito d' ingegno sarebbe ingannarsi; egli conosce la forza di tutti i congegni proposti d~l suo maestro, sa trasportarli sulla nuova scena dell'Europa e subordinarli a Tiberio, questo capo supremo dei nuovi politici. Basterà il citare il ragio- .namento in cui esamina il caso della capitale che .insorta contro il proprio governo perde d'ordinario tutte le provincie. Scacciando il Duca d'Atene, dice egli, Firenze rimaneva senza terre, perchè le città a lei soggetteinsorgevanoalla volta loro, scacciandone i· podestà; cosi Milanorivoltandosicontro i Visconti, .vedeva svanire, nel t 402 e nel t 44 7, la sua dominazione sulle città di Lombardia; e come le scene della politica sono eternamente le stesse, gettando lo sguardo su Parigi e su Vienna, voi vedrete il medesimo fenonemodelle provincie insorte, dei piccoli regni reclamanti la loro antica indipendenza, nel momento delle rivoluzioni; e, nel t848 ~ l'Un- · gheria, la Venezia e la Lombardiasi rivoltavanocontro i rivoluzionarj di Vienna, come un tempo Lodi e Como ribellate contro i ribelli di Milano,obbliga- .vano poi questa città a richlamarvi i suo i signori .per ripristinare il suo dominio. Per conseguenzavoi approverete il precettodell'Anonimogià dato da Macchiavelli a tutte le capitali assalite, di lasciar pas- . ·.sare le insurrezioni effimere, di lasciarle calmarsi , ·di contentarsi dell' alleanza delle provincie insorte, . \ .:se pure voglionoaccordarlae di attendere il momento , in cui, la capitalerisolvendola sua rivoluzione, e8sa ·possa riprendere, grazie alla propria gravitazione, l' antico ascendente. I morti non risuscitano, le prol'incie un tempo conquistate non sono punto terribili nelle loro ribellioni , il centro rimane centro_,
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