Giuseppe Ferrari - Corso sugli scrittori politici italiani

• .. - 452 - ge. Ma qui pure il conte Malvezzi è sì prudent.e, che invece di spiegarsi si ferma, e mettendo alcuni punti vi lascia l"incaricodi interpretare il suo pensiero defi.. ciente. Voi indovinate che non tutti i Tacitisti sono animati dallo spirito d' insurrezione che spingeva Boccalini nella tomba, ed anzi havvene un'intera serie che esce direttamente dalla scuola di Guicciardini, prevalendosi dello storico romano, solo per considerare con una colpevole simpatia tutte le situazioni più nauseabonde della politica. Io non saprei classi• ficarli con esattezza, che i capricci della loro letteratura lo vietano, ma ben debbo mostrarvi l'impura loro origine e il loro svolgersi, creando per così dire un falsoTacitoper far seguito alla politica del Bottero. Vi additerò in primo luogo il miserabile, ancora inedito nella Biblioteca Nazionale di Parigì, e che chiamerò il Furbo per meglio distinguerlodagli altri anonimi egualmente inediti. Egli vivevaal tempodel Granduca Ferdinando dei Medici, io lo metto sotto la data del i 585 e presenta lo scritto suo la forma di Quarantabrevi Ragionamentipolitici. Con esso comincia il falso Tacito , sebbene egli mai non pronunzi il nome dello storico romano. Senza punto preoccuparsi delle guerre di religione egli rimane nella forma del vecchio classicismo come se conversasse ancora con Cesare Borgia,e ci dà un Macchiavelli in moneta erosa, senza cuore, senza morale, senza alcun intendimento generale, nel solo scopo di esercitarsi nelle combinazioni della politica che egli ama come le pedine dello scacchiere e che egli ma- .neggia colla voluttà d'un pianista in traccia di nuove melodie.

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