- 4!10 - ingiusti, iniqui e capricciosi, ma sempre per trarne . la conseguenza, che bisogna lasciar passare l' iniquità, assecondare il capriccio, trar profitto dall' ingiustizia, e sopratutto tenersi ben lontano dai luoghi dove il fu 1 mine cade, per cui si ·può dire che il nostro Sanese insegna l'arte di ben servirsi degli avvertimenti della paura. Non si stanca questo scrittore di mostrare il ritratto di Tiberio, di Caligola e di Neronein SistoV, in Clemente VIII, in Pio IV , e sì vedono le scene dei cesari silenziosan1entericamate sui tappeti del Concistorio; e il gran fracasso dei guerrieri romani si ripete sotto voce nelle sale e nelle anticamere di Roma. Assennati sono tali confronti, ma quando io volessi afferrarliper presentarveli, o Signori, quando io volessi parlarvi del processodi Pisone e di quello della famiglia dei Caraffa, della nomina tlei capitani antichi e delle nomine dei cardinali moderni fatte per crearsi dei partigiani, voi sareste infastiditi dalla inutile precisione e dal1a sterile minuzia dello scrittore, e ben presto vi accorgereste, quanta distanza passi tra l'antica e la nuova Roma, e quale abisso separi i cesari condannati a fondare colla ferocia un impero sulla pit1 grande delle repubbliche, dai papi, contenti di perpetuaremacchinalmenteuna tradizione di quindici secoli in mezzo alle orazioni, processioni, preghiere , benedizioni di una repub- .1Jlicaecclesiasticache fa professione di essere inoffensiva. A che serve poi certa libertà di spirito quando v' inginocchiate dinanzi ad ogni idolo; quando dichiarate essere spesso utile il punire un innocente, quando applaudite all' espulsionedei Moridalle Spa-
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