L'università libera - 1925 - Anno I - n. 9

284 L' u N l V E n s I T À L I n E RA monie. Le streghe dei nostri sobborghi usano la posatura del caffè a,guisa di specchio per le loro evocazioni. ·.,. Interrogato dalle ragazze curiose, lo specchio si compiacé di 1nostrare il futuro 111arito, e più facihnentc ancora l'amante perduto .. M(l checchè ne pensino i cervelli frivoli, esso tende al tragico: non è molto spesso di buon umore:. insomma, è un profeta di sciagure. • Alla, mezzanotte della festa di San Silvestro, fa sorgere gli ·amici perduti, oppure dirà se se ne perderanno nell'anno nuovo; ma hisogna chiamarli con voce alta e chiara, con solennità, tenendo un ltune nella mano sinistra, un lume nella mano destra. Le anime del padrone e della padrona di casa dimorano ordinariamente nella grande specchiera, l'impregnano dei loro effluyi; e quando le capita un accidente, i padroni sono minacciati nella vita o negli averi. Quando c'è un morto· nella famiglia, 1'm~in1asua s'insinua im1nediatan1ente nello specchio, donde òsser\'a chi va e chi viene; ma il suo sguardo è diventalo funesto e velenoso. ,La cosa non è ignorata nelle famiglie che hanno una tradizione; e, non appena l'agonizzante ha reso l'ultimo respiro, si velano gli specchi con drappi bianchi. Per le operazioni di magia nera, si rendono magnetici gli ·specchi ,facéndoli guardare da cadaveri. Il fascino più potente è allora quello che si ottiene violando una sepoltura, e facendo si che il morto proietti nello specchio la• sua figura orrida e nera, la sua anima stravolta dal furore. La fede, la passione, avevano stampato l'ombra di Buddha e quella di Gesù, qui sulla stolTa di un tessuto, là nella materia d'una roccia. Ma sarà la gloria del secolo XIX0 d'avere con la, fotografia immobilizzato l'ombra incostante, fissato le apparizioni luminose che appaiono sulla nostra retina per un solo istante, per una minima frazione di secondo.' Quanti desideri e quanti sogni prima d'arrivare a questo punto, quanti tentativi, dall'innamorato che vedendo profilarsi sul muro i soavi lineamenti della sua bel.la, prese un carbone e fissò l'adorabile apparizione! I selvaggi immaginano che Viso-Pallido ottenga con diabolici artifizi i ritratti di cui si mostra cos~ bramoso: l'anima del modello sarebbe adescata sulla carta, impaniata sulla lastra di vetro. E lo stregone <l'oltremare ja porterà via; che ne. farà? Ah sì, che ne farà? Sulla lastra di sciagura, egli mette in trappola i monti, i fiumi, le foreste, le strade. Questo straniero, figlio del demonio, s'impadronisce così del paese: con quella immagine, estrae la forza e la virtù dalla terra. Con i suoi vetri, it temibile mago porta :via le figure dei capi e delle regine, dei pii, forti, delle più belle e delle pii1 graziose; poi bagnerà queste immagini, le

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