240 • L' UN I V E R SI T l L IBERA Juzione e d·el liberalismo. « Un popolo che, con la repubblica, il governo rappresentativo, o l'impero, conserva sempre piamente un amore smoder;ito per l'intervento dello Stato in lutti gli affari, per 111gendarmeria, per l'obbedienza passiva all'esattore, all'ispettore stradale, all'ingegnere, che non comprende più l'amministrazione municipale, e per cui l'accentramento assoluto e senza scampo è l'ultima parola del bene, questo popolo non solo non avrà mai istituzioni libere, ma neppure comprenderà mai quello che è, In fondo, avrà sempre lo stesso governo sotto nomi difierenli; e dal momento che è necessario che sia. cosi, è meglio che questo governo, sempre lo stesso per principio, sia, nella pratica, il più semplice possibile ... (Egli cioè preferisc·e il potere assoluto). Non c'è nulla di libero, nelle istituzioni francesi, da cinquecento anni. « Anarchia quanta se rie vuole, e dispotismo senìpre » ;· Gobineau la preferisce « in abito nero piuttosto che in blusa; e molto meglio in abito .ricamato in oro che in abito nero» (27). Questa volta, nulla più resta dell'intesa intellettuale tra i due uomini. Tutto è distrutto. Impossibile illudersi ancora sull'abisso che si è aperto tra i loro pensi·eri, tanto religiosi che politici. Tocqueville lo constata con dolore: « lo amo gli uomini ... Se I I non ho di loro, forse, un'opinione migliore della vostra, credo - però che si possano migliorare e che si debba tentarlo ... Quando \ I non posso nè stimar•e nè ammirare i miei simili, ciò che mi capita spesso, amo cercare almeno tra i loro vizi i pochi buoni sentimenti, che possono trovarvisi mescolali ... Quanto a voi, sia per carattere, sia in conseguenza delle penose lotte cui la vostra gioventù si è coraggiosamente consacrala, vi siete abituato a vivere del disprezzo che v'ispira l'umanità in generale e in particolare il vostro paese ... Voi disprezzate profondamente la specie umana; la credete non solo decaduta, ma incapace di risollevarsi mai ... Per mantenere almeno un po' d'ordine tra questa canaglia, il governo della sciabola e anche del bastone vi appare fornito di ottimi requisiti ... » (28). Gobineau, irritato, pone fine alla discussione. E d'ora innanzi tra loro non si parlerà più che della storia iranica, dei caratteri cuneiformi, e delle dispute di Gobineau con i membri dell'Accademia delle Iscrizioni. l\fa è bello vedere come l'assoluto dissenso che separa le due intelligenze non colpisca afiatto i loro cuori. E la morte di Tocqueville (nella primavera del 1859), di cui Gobineau ha notizia, durante una lontana mission·e, a Terranova, gli cagiona un profondo dolore. Egli l'esprime in termini commo- • (27) p. 304. (28Ì 24 gcnnnlo 1857 • lG scllcmbrc 1858.
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