L'università libera - 1925 - Anno I - n. 4

L' U N I V E R S I T À L I 8 E n .\ 123 un pollice di ladro nascosto sollo 'il pavimento del negozio o sollo la soglia della porla. Il clefunlo tagliaborse im1,eclisce che il padrone sia derubalo, sorveglia la merce, cura gli arrivi e le ,pedizioni, attrae la cientela; questo ben-e<lelto ladro è la fortuna della casa. Si ritrova nel suo ambiente. - Per prendere un tesoro, si dice n•el Vallese, ci vuole la mano d'un fanciullo, d'un innocente. E dovunque si afTcrma che, per guarire gozzo, scrofola, infiammazione, eccitazione delle glanclolc e altre impurità, non c'è miglior rimedio cli strofinare la parie maiala con la mano cli un morto. Una famosa scoperta e una felice semplificazione si ebbe quando si scopri che la raschiatura e la farina d·el cranio, clellc• tibie, delle costole e degli omeri pestati, hanno esallamente la stessa virtù che ha tutto l'osso. La materia dh·,entava così maneggevole e lrasporlabile, d'uso pratico e comodo; poteva esser dissimulata, data in soluzione o allungata o· concentrata, presa in decotto, insinuata in torte e in confetture. Constatato il fatto con generale soddisfazion•e, non si tardò a comprendere che i detriti hanno proprio il medesimo valore dei corpi che li costituiscono. I Qui,elmos dell'antico Perù raccontavano che con la polvere presa dalle necropoli, i loro stregoni facevano impazzire o terrorizzavano gli esefcili neinici.. Nel Medio evo, in Spagna regnava la credenza - e probabilmente ancora si può ritrovarla - che prendendo una zolla nel camposanto e sminuzzandola in un letto, l'uomo che vi si coricava non avrebbe tardalo a prender la lebbra. Quando vogliono operare senza esser sentiti, i briganti giavanesi, e anche quelli d'Albania, gettano intorno a loro terra delle tombe. Alla gentile Elena de Pietra il suo,amante diceva, - si tratta di una ballala romena: Genlil,e Elena, Con questa terra funesta cospargi il tuo letto! GentiJ.e Elena, Perchè tuo marito .si svegli idiota, sorcio e muto. Gentile Elena, non mancare, Gentile Elena! i\Ia falla eia una Indù, e con polvere lolla al rogo cli un bramino, la stessa operazione renderebbe lo sposò pazzamente innamorato della sua sposa. Nel cimitero, la Siciliana prende un osso, lo abbrustolisce e lo pesta, ne soffia In polvere sopra una torta; chi ne mangia le apparlerri1.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==