58 L' U N I V E R S I T À L I B E R A postuma, vita senza gl'inconvenienti di questa qui, esistenza abbellita da nuovi diletti. Per goderne, varrà la pena di passare per la morte, per la morte, che non è più se non un brutto momento ... Su questo tema immaginato dagli stregoni primitivi, le religioni s'improvvisarono padrone assolute dell'Eldorado d'oltre tomba. Si aveva carta bianca. Nessun'altra spesa che quella 'dell'immaginazione. Non costava nulla, bastava desiderare per esser servito. • Le prime religioni, anche le più grossolane, furono un'aspirazione verso il bene, verso il meglio, verso l'esistenza perfetta. In quel mondo ideale che ci si fabbricava nelle regioni anomale, in quel Paese Incantato, erano soppressi tutti gli accidenti sgradevoli, sarebbero soddisfatti tutti i desideri legittimi. Campo libero. Gli spazi celesti si stendono ad altezze, a distanze incommensurabili. L'immaginazione, un ippogrifo, non ha che à spiegar le ali, a precipitarsi lontano quanto il sogno, il più lontano possibile. Va dunque, anima libera dai legami del corpo I Spirito immortale, tuffati negli abissi, immergiti nell'etere, bagnati alle fonti dell'aurora, impregnati degli splendori del tramonto! Cammina per i sentieri d~lla Via Lattea, sali nella costellazione del Carro, consulta Algol, interroga AltaiI· ! Si tentò ... ma con miseri risultati. L'immaginazione non è inesauribile, come si crede; i suoi mezzi sono poco va rii e le risorse limitate. Che fa generalmente? Mette in scena degli spettacoli abbastanza ordinari, salvo a modificare i colori, esagerare le proporzioni e trasporre i piani. È sempre lo stesso paesaggio, ma guardato, o attraverso vetri colorati in azzurro, in rosso o in arancione, o attraverso un vetro deformante, che ingrandisce o rimpicciolisce. Dapprima, è assai curioso, ma ci si stanca presto, poi si trova Io spettacolo malfatto. Tutti questi Eden tanto più ci sembrano noiosi e monotoni, in quanto si è voluto rappresentarli ordinati e perfetti. .Queilo dell'Eneide, il meglio riuscito, si distingue per la sobrietà del disegno e la moderazione del pennello: lo si direbbe un paesaggio di Claude Lorrain. Quanto alle « Praterie Celesti » delle orde incolte, è raro che mostrino altro che scene di barbarie e di selvatichezza: cacce magnifiche, battaglie accanite, mirifiche mangiate, gloriose bevute. Salve le proporzioni sovrumane, i Paradisi di Maometto somigliano abbastanza al Giardino dei Califfi a Bagdad, ali' Alcazar di Siviglia, all'Albambra di Granata, ma le uri sono più numerose: aggi un-
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