L'università libera - 1925 - Anno I - n. 2

L1 U N I V E R S I T À L I D E R A 59 gele le danze e la musica, e la coppa delle voluttà è presso a poco ·vuotala. Si sentì ben presto che questi luoghi di delizie mancavano di materia e di sostanza, che ci voleva ben altro ohe la durata indefinita e la soddisfazione data ai bisogni fisici. Ci si volle mettere l'ideale, ci si ripromise d'impiantarvi il sentimento e di farvi scorrere la moralità senza risparmio. Si volle che i disgraziati di quaggiù trovassero laggiù ampio risarcimento delle sofferenze che avevano sopportate. Si decretò che la Giustizia, così spesso ignorata o peggio perseguitata tra noi, sarebbe l'augusta sovrana del regno eterno. Di questa affermazione, ogni_nazione più o meno ripulita dell'incolta selvatichezza fece il primo e grande articolo di fede. Nello stesso tempo in cui si affermò .la Morale, si a!Termò pure la Scienza ... intendiamoci bene, la scienza puerile e rudimentale, la scienza quale l'immaginavano gli Stregoni fra i trogloditi, quale la formulavano i Sapienti tra i rivali dell'orso, tra i cacciatori di renne e i mangiatori di cavalli. Questi primi filosofi si dicevano ispirati dai morti dei tempi passati, i morti che il sepolcro aveva iniziati a tutti i misteri, a cui la terra aveva confidati tutti i suoi segreti. La Religione s'istitul rivelatrice, insegnò un'astronomia, una geologia, una fisiologia mirabolanti. Parlava fn ·nome dell'infinito e dell'assoluto. Fu sua condiscendenza, se permise alla filosofia di camminare dietro la teologia, di seguirla come umile serva! La Rivelazione trattava con arroganza i metafisici: « Delle vostre elucubrazioni noi non ci curiamo. Voi cercate, cercate senza tregua, ma senza riuscire a nulla. Quanto ài nostri preti e pontefici, essi non hanno che ad attingere alle fonti· eterne. » Dicendosi e credendosi al di sopra dell'intelligenza poco importava alla rivelazione d'essere intelligibile; trattava da colpevoli e miscredenti i disgraziati che si lamentavano di non comprendere, o che si permettevano di ragionare dopo ch'essa aveva parlato. Nella nostra Europa occidentale, questo stato di cose durò un migliaio d'anni. Ma frattanto, di secolo in secolo, gli osservatori s'accorsero che l'esperienza non pnò andar d'accordo con la Rivelazione. Qu_esta si dava per indiscutibile, legiferava nei tre mondi del Cielo, dell'Inferno e clella Terra, trattava_ dell'eternità, mentre essi procedevano terra terra, si davan da fare con le bilance, coi metri, con le analisi, ignoravano, ignorano ancora se c'è qualcosa al di là del tempo. Dopo il divorzio, l'emancipazione. Oggi,

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