Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1918

-- BGB si è troppo lasciata sostitnirc <111lla (:}cl'-· manfa sempl'c pronta a venir incòntro ai 1nntevoli desiùeri del pubù1ico-',: n, su:ssidiare ]e più. varie ed anche l'e·piìt mi;nute iniziative, a concedere larghi fi<li, ad accettare costu1ni ed usi del paese che ella voleva cornmercia1mènte invadere e possedere. Bisogna che l'Inghilterr:i imiti i 1netodi tedeschi iri ciò che essi avevano di onesto e di vivri.ce; Bisogna che l'Inghilterra si convinca· che è neces~m,rio per lei, specia1m·eute in Italia, uscire dal suo « splendido isola,1nento » c01nrncrciale, con1c è uscita <litl suo splendido isolamento politico; adottare le misure decimali e la contabilità generale, e i sistemi mone{àri i ta1iani per i suoi rapporti connnercia1i con italiani, venir incontro spontaneamente :ti gnsti cd ai bisogni dei c'lieri.ti it:iliani, usare con i clienti italiani la lingua italiana anche se in It111ia Ja lingua inglese si va sempre più diffondendo. , · Per molte ragioni, assai spesso ine1;enti allo stato di guerra in cui clla>si trova e alla 1noùiÙtazione generale· di tutte le sue industrie per Ja guerra, 1a Gran Bretta,gna udn ha potuto esplic::u;<.~ di1rantc questo periodo del conflittoun'opera per la diffusione <lei suoi co1nmcrci e delle su~ industrie in Italia, così vivace e diffusa conie il suo fnteresse e come il nostro interesse avreb,- ùero richiesta. Il ritardo è deplorevoJc ma come· nnn, nn.zionr amir·a con cni eoop.cra.rc fratcruameute alla ricchèzzà · od alla', pace del inondo. , · .'I rapporti connncrciali ed hHlustriali italo~ingiesi potr:1nno dunque ~domani' cli vcntare :fiorentisshni per il bene de11 e· dne nn.ziou'i e· questi rapporti pot"rannOJ venfr sussidiati da scambi di opera.i tecnici, di ingegneri, di scienziati, · d'i prçduttori d'ogni sol'ta e di agenti coni-·. n1e,rcia1i, i quali da,11'una parte e cb,11' altra daranno opera a far sì che i <lne paèsi possano c.ornpensal'si e ~ussidial'si' a. rìcenda, possano appren<lel'e l'uno dalle esperienze dell'altro e l'uno d'a,l- ,, l' Ojltro vivificarsi senza nulla mai ahdi..- è1,,-~·c della propria pel'sonaliti), e delle Jfroprie carat'tcristichc. L'Inghilterra <letc avcl' ]a coscien½a che l'Italia ''è un paese industriale di grandi risorse e· -lli grande avvenire e l'Italia. tleve a-vci• la, coscienza che l'Impero Ilritannico, unito oggi come nou è stato 1wa.i, può d01nani di vental' pl'odigioso 1i.on soro pqliticamente, ma anche eco:ponticamentc quando tutte ]e possibilità e le- x·icchezzc di tutte le sne terl'e e di tutti i suoi 1nari saranno meglio sfrut_. t:1to e poste in valore e qnando tutti· i beni n1atcria1i della tCl'l'a sa1·anuò ·e fioriranno dentro la cerchia imm01;sa dell'Impero. ·' 1 • quando si pensi eh~ domani, all'avvento Se gli scambi tra l'Inghilterra e della pace, h1 Gerinania cercherà co'll l'Italia saranno necessari ai rapporti ogni n10zzo, lecito ed illecito, di l'ièon~ commerciali, saranno non meno necesqnistare il suo pl'hnato connnercialo in sari ai rappol'ti intellettuali e culturali Italia, di somniel'gerci sotto' la :grave che debbono anch'essi naturalmènte ' 1nora. dei suoi prodotti sapientemente aver largbisshna p'arte nell' a1nicizia tra accumulati nelle fabbriche, nelle offi- i due popoli. Professori e studenti itacinè e nei depositi delle froutiere·'anche liarii debbono andare in Inghilterra. e neutrali. Ma non è detto che questo ri- professori e studenti inglesi debbono tardo sia irreparabile. L'Inghilterra po- venire in Italia, con una frequenza sitrà riacquistare il tempo perduto cd i stematica e bene organizzata, con ulia termini <lella conclusione della pace po- logica divisione dei ca1npi di studio e tranno - chi non lo spera1 -· facili- di lavoro. tarle il compito ponderoso, 1na proficuo. Sarà anche necessario che nei due lVIolto noi faren10 domani da noi •dopo paesi sorgano al più pl'esto, e con larla grande guerra che ci è stata in 'taut9 ghezza di mezzi e di vedute, istitu.ti cose, anche industrialmente e corinner- di cultura che abbiano per scopo la cialmente, maestra e che ha rivelato diffusione delle due lingue e lo studio nell'Italia, anche nei campi dell'·orga~ dei· problemi economici, sociali, artinizzazione e dcll' invenzione del lavoro, stici cd· esercitino con sapienza una , magnifiche possibilità di produzione. Ma funzion~ di propaganda pel' i rispettivi pcrchè dell'estero avren10 sempre· l>i- paesi come una funzione di chial'imento sogno noi ci auguriamo che sia l' ln- e di coordinamento delle simpatie che ghi1terra a prendere il posto della Ger- i due popoli godono l'uno per l'altro; 1nania tra noi, l'Inghilterra che, nòn ; Ciò che la Francia· ha fatto in Italia ·stanchiamoci di ripeterle, non potrà-con"'..~.-(Wl. suo Institut français di Firenze e sideraroi come una colonia da sfruttare • ciò che l' Ita1ia ha fatto in Francia col BibliotecaGinoBianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==