'' ) . - 3G7 _Sono so1'te in questi ultimi• mesi in Inglliltcrra, 0el in Italia, varie leghe ita10-brita11nid1e, Yad istituti italo-brit~n~1iei, v::tri con1itati <li propn,ga.nd:1 e si son.. fatte in Inghilterra ed h1 Italfa, co11 fcrenzc illustranti i rispettivi ,f~rzi bellici e le rispettive e conco1nita,nti aspirazioni. Occorre coordinare e continuare· tutto questo lavo1·0 che ha trovato operai assidui cd apostoli calorosi. Occorr·c elle le opere-iniziate divengn,no stabili, che gli organi in1provvisa.ti si rafforzino, eh~ tutta quanta la propagandà di gncrra dfvenga una realizzazione di pace. A~H accordi tra i goYerni dpbbono unirsi da,vvero gli accordi tra i popoli, accordi intellettuali e connnerciali che diano all' a.n1iciz:i.a una sostanzialità indiscussa e durevole. La prima cosa da farsi, intanto è nna c9sa che può serrtbrare, a prim_~ vista e alla prima affermazione, tr.oppo o'{_viae ridicola a dirsi: dobbiamo stare insien1e, dobbiau10 frequentarci. . È necessario che gli inglesi in Italia e gli italiani in Inghilterra) si f.cdano ~ si parlino e si accompagnino assaj piil intensa.1nente cli prima. Fino ad ora gìi inglesi in Italia e gli ital~ani in Inghil-. t~rra hanno Yissuto troppo separati eù ~p,partati, si sono troppo rinchiusi nelle loro ~ colon~e :», non hanno cercato esperienze tra il popolo, non si sono allontanati da i grandi centri e si sono content<1ti delle compagnie più fa,cili, J)iù Jil'Ossime, più consuete e convçnzionali. Questo ha costituito uno dei prin1i nloti vi della scarsa conoscenza che l'un popolo ha avuto dell'altro. L'uno e l' q.1tro 1:1onorimasti alla superficie di quella vita che dovevano studiare e p~netrare, non si sono sçostati _dal1e C(?Se e dagli ·uo1n-ini , tr4,dizionahnente còuosciuti ed hanno te~uto carn, nna, cultura di seconda mano invece ùi farsene u.na continumnente rinnovata. e personale. In Inghilterra scrittori che ci conoscono da, 1no1to tempo, come ~ichard Bagot, non da OJ:'.a rimprover~no ai loro connazionali quell'essersi rinchiusi nelle loro ~ colonie :» anche in Italia, in vece di. pe1·cor:rere le nostre çampa.gne, di 1nettersi a contatto col no- ~tro popolo, di ricercar:e le persone più rn,ppresm~tative della vera e propria Hftilianità e <li esser così ri11Htsti pagl1.i cl' una. conoscenza dell' It;n,lin, che non risponde più alla verità eil ò pregna di luoghi e di vedute comuni, per quanto Jusingbiel'i poRsan essere, sul conto italiano. La stessa cosa potrebbe .r:.1gionevoln1ente esser riruproverat:1 ag1i italiani che vivono in InghiJ ternt, cop questa diffm·euza notevole nella ilh1strazioue delJa .somnrn, di lavoro dalle ùne parti compiuto per uua maggiore reciproca cornvenctrazione: che iu Inghiltorra, se si è fatto poco per conoscere l'Italia rrn,1c etl n.ttua1e, molto si è fatto per èouoscere quella ideale e trascorsa, per rinttaccia1·11e )a bellez7,a, l'arte e la storia, me11tre noi abbiamo egua,hncnte trn,s<mrato l' lnghilt'erra Jd presente e l' Inghilterra del passato. Una mig1iore e pih clii,ètta réciproca conòscenia delle realtà e ùc1le l)OSSi.lYilità concrete <l"i. due popoli faciliterh naturaln1cntc : no te i loro rappo1·ti· ccm1n1erciaJi che ùe.1uono prendere un ca1111nino molto più rapido di quello elle abbiani-o. preso fluo· a.clora. Siamo stati sino a ieri sehiavi con1n1erciali della Germania, oggi vogliamo essere all)ici. commerci.ali <lell' Inghilterra. Se auche .l' Inghilte1-ra rius.cirà a prendere nei nostri n1ercati tutto quel posto che aveya occupa,to la Germania, noi non avrenlo n, dolercene. Con l' Iughi.Jtcrra noi reste- ,remo sempre padroni di noi stessi. L' Inghilterra non ci aiuterà, con1e faceva la Germa;nia, per ass.erv~rci; qu~l clie com-· 1nercia1mente e industrin.hnente creerà da no.i, sarà nostro, non sarà prodromo e sinto1110 cli egemonie politiche, nrn, sarà in vece collaborazione paQifica ccl onesta, vantaggiosa pei~ l'una e 1rnr l'altra pn,l?te. Ecco perchè noi dobbiamo aug~1rarci ohe 1' Inghilterra, e l'Italia, si stringano di più copiosi e più stretti vincoli c01nmerciaJi e che, perciò l' Inghilterra fè1ccia di tutto per facilitare,. queste relnzioni che dovranno essere fonùarr1entn,li per, un' an1icizia pro.ftenn, e durevole. Finora ·1, Inghi1 terra,_ è stata troppo lontana dai 1n{?rcati italiani e vi .................................... f)ff .................................................................................................. . i ·, v~icoll ed I motori della _ Ì i • 1 F I A T i . : i nelle contrade e .nel .cieli d' Italia, ~I. ìrancla, di Russia, del- i Ì l'Oriente difendono la causo della civlf tà. • i • . t :-•••••• ....•••..•..••••- ..••••••-• .....,. ........-....••••••••.•..•............. ••••-••-•e..♦.•• .......... •♦,....♦♦ Biblioteca Gino Bianco \.
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