Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1917

- 458 lità agli aggressori. Lo slancio latino dei nostri era compensato in loro dalla disciplina durissima di cui ebbimo prove. Osavano e sapevano, · Arrivavano a quote• altissime, scendevano di balzo per sviare i calcoli delle batterie, tentavano sulle ope:r:e militari certe rotte concentriche simili a quella della poiana sui pulcini, certe rotte che li riconduc_evano quasi ritmicam_ente dal mare alla laguna e dalla laguna al mare per vie quasi segnate, con itinerari quasi monotoni. Ma se essi erano sparvieri, quei di sotto non. erano pulcini, che tremassero tra.ti nel ca1npo di tiro della costa e alla città norma1mcnte oseura era tolta:' di botto ogni luce anche n~lle case, dalla curva .dolce che la sponda Adriatica dispiega da Grado a Cortell8,zzo a Venezia, alla foce del Brenta, si levavano nel cielo i primi scoppi della nostra artiglieria antiaerea. Man mano che lo stormo neù1ico •si approssimava, la nostra difesa si• risvegliava chiamata dal rombo orinai noto, confermata nell' allarme dagli avvisi telefonici, guidata nelle linee generali della lotta dai razzi colorati che si levavano dalla città. Poco I a. poco tutto entrava in azione: i forti, I dirigibili M 2 e P 4 volano sulla Pia;11zelta. o si rannicchiassero. Il duello era ac- le batterie isolate, le navi, le altane. cettato quasi prima che offerto; spesso Certe isole lontane abbaiavano alera rifi.u~ato .... ma dagli aggressori, se · l'improvviso come n1astini ride~ti dai appena una nostra squadriglia si alzava ladri. Salve di fucileria laceravano Paria, a inseguirli. In caso contrario il duello le mitragliatrici chiocciavano· precipisi apriva tra la terra e il cielo. Ricordo tose, i cannoni tuonavano con varia d'aver assistito sul fronte isonzico al voce, .nel cielo gli shrapnells batte~ano bomb~rdamento int~nso, dalle posizioni certe zone con una sicurezza d' internostre, del Cosich e di Doberdò: la fio- dizibn'e che sbarrava la via aerea ~nche ritura mostruosa delle granate e degli al più audace dei corsari nemici. shrapnells, lo sbocciare più tranqaj.llo ·Poi d'.un tratto ogni rumore cessava: ininterrotto, fulgidi~simo, dei razzi iUu- .pause necessarie per controllare la rotta. n1inanti facevano sulla pianura veneta dei velivoli, individuarne il numero, la uno scenario meraviglioso. Ebbene, il vicinanza. E subito l'infernale frastuono cielo di Venezia in certe notti di at- ricominciava, i tiri si aggiustavano più tacco in forza, non aveva nulla da in- precisi, il roteare nemico allungava &fividiare artisticaniente al cielo di Redi- duciato le sue spire, guadagnava il mare, puglia o di Monfalcone. s' innalzAiva a quote più rassicuranti. Appena i velivoli nemici erano en- Nel baccn,uo .della battaglia, il cader BibliotecaGino Bianco I \

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==