Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1917

- 457 rin a, -oltre la vedetta- - a traguardare r. 1r- * ~ una luce ~lta rossiccia sul cielo. Ave- I vamo tardato Jl possibile a considera~·la Non sen1pre passavano invano. :Molte di natura .... terrestre. Ci eravamo det- volte gli assa,titori sfioravano soltanto il to : ~ È un'~lusione; non si n1uove, cielo di Venezia. Se ne udiva il ronzio deve essere una, stella». Poi. nno ~d1 metallico di lontano, ci si ten<leva tutti uno piegmnmo ali' ipotesi rifiutata. ~ ~i ·nell'attesa, qnasi desiderosi che· essi vernnove, si muove distintn.n1ente; è nno nissero a noi e tr·ovasscro sopra il San dei fuochi di via di un dirigibile». •Prinia l\1arco e le isole il castigo imniediato. cli segnaln,re la, cosa al Con1:1ndo ripe- Ma poi il rumore aereo si allontanava temmo l'indagine. E più si guardava e a tangente, si sperdeva e la città riprenpiù si vedeva la, luce - al tragitardo •- <leva il suo sonno. Non noi, perchè san1u(?yersi ÙJill' alto in basso e da po- peva1no che alla nostra quiete risponnente ad oriente. Ci decidemmo. A~- devano l'ansia e il lutto di qualche città che un' altra, stazione aveva segnalato sorella: Verona, Treviso, Padova, Vila stessa luce. ;rDopo 1nezz' ora ci per- cenza sentivano sulJe loro case, sugli Cannone Deport antiaereo. ' . suadennno che il pianeta Marte e la rifrazione si facevano giuoco di noi. Un'altra volta - nel giugno ora ·scorso -. tutte le stazioni di una data zona giur:uono di -un razzo n1isterioso salito da una precisa località, fiorito nel cielo, ricaduto in 1nare; La cosa era grave pèrchè nessun Co1nando 1\'Iilitare aveva 1anci:1to tale razzo. Un segnale di conveniione, dnnque, a qualche so1nmergiùilc nerni('.O appiattato a1 largo. Appunto quell11volta venne poi ùn attacco aereo che cost0 qualche vittima: la coincidenza 1·ibadi va l'ipotesi dello spionaggio. Si trattava, invece di un neutralissimo bolide I>iovnto dal cielo stellato con la scìa luminosa e la luce ·vivissima centrale che ogni onesto bolide trascina con sè. E i quarti e le ore passavano ..... BibliotecaGino Bianco ospedali, sulle chiese (preziosi obiettivi militari .... ) il tonfo sordo delle bombe .austriaohe e vedevano la vampata rossig_na-di <1nalche incendio. E quando i ùombardieri ripassavano per riguadagua1•e il bieco nido profanante le coste istdane ancora erava1no là a sorvegliare il ronzi.o l>cffardo, soddisfatto - pareva, nello striùo - delle stragi con1piute. Ma più spesso facevano di Venezia h, loro n1èta. Sul principio i loro raiù~ t,cgnivano certe regole di orario e di lana. Al plenilunio, nelle ore tarde della sera, o nelle ore ultin1e della notte. Poi a,lJ bandonarono tali nor1ne, vennero a notti buje, vennero a vento forte, vennero - ma ben di rado .e se ne pentirono - anche di giorno. Non ùisogua negare valore nè aùil ·1

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