Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1917

' .) - 404 ,---:- La guerra e l'economia nazionale. Prima dell'agosto dell' 'anno che la Germania ha reso nefasto nell'eternità, non era nelle pl'evisioni degli umani una guerra co,me quella che oggi si combatte, così come - scoppiato il tremendo conflitto - non si poteva supporre una resistenza economica che si prolunga e prur talora si rafforzi nel tempo. Sopra tutto l'Italia, paese non equamente considerato nel mondo, offre - anche sul terreno economico - una prova magnifica, disvelando non sospettate energie produttrici. Le incognite dell, economia italiana. trQ diminuire. le esportazioni, non tanto per maiggior consumo interno, quanto per i divieti di esportazione, per la perdita di alcuni mercati, per le difficoltà di conquistarne dei nuovi. L' I ta1ia ha risentito ripercuotersi, durante la· guerra, le deficienze della sua economia lamentate invano da taluni solitari:· · - la produzione limitata del gran<f, nonostante l'alta protezione doganale; - la produzione limitatissima dello ~ucchero, nonostante il sistema più unico che raro di privilegi goduti da questa 'industria; - la mancanza di una potente industria idro-elettrica, nonostante la ricchezza dei corsi d'acqua della penisola; ~ella vigilia della,sua neutralità, chi _ la deficenza della.sua marina merstudiava, con animo sereno, l'eventualità ca:o.tile, nonostante i premi, le sovvendella sua partecipazione alla guerra, non t d . · I · 1 • • •t zioni, di cui godeva;. po. eva issimu arsi e gravi mcogni e che presentava l'economia italiana. sono alcuni tra i principali problemi che Il nostro commercio internazionale, durante la guerra più sentiamo pesare. quantunque salito negli ultimi anni ai Problemi essenziali alla vita di un po5 miliardi, era tuttavia ben poca cosa ·polo che domandano una lunga• prepain confronto al commercio degli altri razione, e che - in condizioni anormali paesi; il suo aumento non comparabile come quelle che attraversiamo - non 1 alla proporzione con cui si era accre- si possono certo risolvere. sciuto nelle altre nazioni, anche se sito- Di contro -l'esportazione italiana fu J glie lo sviluppo singolarissimo del traf- viziata da due cause : politich~ ed ecofico tedesco. nomiche. La cifra limitata denudava una debo- Seguì il vario orientar.si della nostra lezza dell'economia italiana, aggravata politica internazionale e fu assai primipoi da alcuni fatti sintomatici. tiva nella penetrazione dei mercati straNoi ab biamo sempre saldata la dif- nieri. Primitiva per ragioni tecniche, perferenza fra le nostre importazioni supe- chè il prodotto si esportava senza quella rtori alle nostre esportazioni con due ce- preparazione di cui la Germania ci ha spiti che la guerra doveva inevitabil- dato così stupefacente esemplare, pri-. mente falcidiare : le rimesse degli emi- mitiva per insufficienza di organi (pergranti e il consumo del forestiero entro so;nale viaggiante, tariffe dì trasporto, i nostri confini. Non avevamo alcun pro- f9rme di credito, accordo fra importavento di capitali investiti ali' estero, tori ed esportatori di uno stesso mercato) come la Francia e l' Inghilterra, e lo indispensabili ad una feconda esportasquilibrio si doveva ripercuotere inevi- zione di me:rci. tabilmente sui cambi. Come l' emigrazione dei nostri lavoAncora. Le importazioni sarebbero ratori, così l' esportazione delle nostre accresciute in valore, per l' aumento d~i merèi, sentirono l' abbandono · in cui prezzi e per le maggiori provviste ca- paese e governo lasciarono troppo a lungionate dalla guerra. Dovevamo per con- go questi problemi, a cui il disamore : · 0·0.~.·.0 o· ·Q· . D,~ ·-.o. ·· ·1· .. marc·a di , ·... l · ~ in ~ ·.· _garan2ìa . A . . ·. MAGGJ· c_roce . ◄+► · . . 3t-e1la , BibliotecaGino Bianco

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