Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1917

403 I libri per i solda.ti . e la pubblica istruzione. Quando nei primi mesi, anzi nell(;l prime settimane della nostra guerra, sorsero in parecchie città principali e seco!ldarie del Regno, comitati ohe si proponevano di raccogliere libri per i soldati, non mancarono gli amabili scettici che trovavano l'impresa alquanto oziosa. - Libri per i soldati? - Ma i soldati hanno altro da fare che leggere I - , Gli amabili scettici, come spesso accade, argomentavano con estrema superficialità. Dimenticavano, fra altro, che le guerre moderne hanno un loro singolare carattere per cui imponenti masse di uomini sono, a periodi, obbligate ad un regime di inazione snervante che può trovare nellp lettura il più efficace conforto. Dimenticavano che l' ese, .... cito di una nazione in guerra ·oggi si confonde con là stessa nazione, ne accoglie in misura proporzionale rappresentanti di tutte le classi sociali e ne ha proporzionalmente gli stessi bisogni di ogni ordine più diverso. Dimenticavano che la guerra porta· con sè fra le conseguenze. più tristi, una popolazione ospitaliera, soggetta talvolta a lunghe degenze negli stabilimenti sanitari, dove il libro può essere l'amico migliore. ,E, finalmente, dimenticavano che la guerra d'anni come si fa ora, chiede provvidenze che dovevano apparire superflue e perfino assurde, per le guerre di mesi. Se gli date i mezzi adeguati, oggi il soldato analfabeta hail tempo di imparare a leggere e scrivere prima ohe la gùerra finisça. E non pochi sono quelli che hanno imparato. Per la gioia di poter mandare una parola di saluto alla famiglia lontana, per 11 piacere di decifrare la cartolina che ·arriva. Ma gli scettici mostravano soprattutto di ignorare una verità che gli spiriti più acuti fra le più alte autorità militari intuirono subito: il valore ricreativo, piuttosto che istruttivo, della lettura. La possibiiità offerta mediante la lettura, di uscire da dure e penose e magari tormentose condizioni reali per partecipare delle illusioni benefiche di un' atmosfera irreale che riesce ad annullarle mo• mentaneamente: una specie di alibi morale fatto per ritemprare non soltanto l'anima ma anche il corpo. Per tutte queste eccellenti ragioni, la raccolta e la distribuzione dei libri ai soldati non soltanto fu continuata, coµtro il parere degli scettici, ma acquistò una coordinazione, una disciplina, una complessità di programmi e di attuazioni che renderebbero oggi grottesca piuttosto che vana la discussione teorica. Com'è noto l'" Opera dei libri ai sol· dati,, partecipa dei caratteri del servizio pubblico e dell'iniziativa privata. La distribuzione del materiale librario non è monopolio nè dello Stato nè di qualche Comitato. Anohe i Comitati che riuniti costituiscono l'ideale organismo dell' " Opera ,, (ricordiamo fra i principali: il Comitato di Milano ohe fa capo alla Biblioteca di Brera e al suo direttore uomm. Carta, il Comitato veneziano che ha UIUIIULCva Il IU □ ICI la sua sede nella Jy.Iarciana sotto la guida del bibliotecario dott. Coggiola, il Comitato bolognese presieduto dal comm. Fumagalli, direttore della Biblioteca Universitaria di quella città, il Comitato dei" Lyceum di Firenze presieduto dalla contessa Ginevra De Nobili, il Comitato genovese presieduto dal prof. Nurra di quella Biblioteca Universitaria, i Comitati per le Bibliotechine agli Ospedali da Campo - Milano - e per i Ri01•eatori dei Comitati al fronte - Firenze - i due ultimi, come è detto dal nome, di un carattere particolare) anche questi Comitati, ripetiamo, conservano intera la loro autonomia. Il Ministero della Pubblica Istruzione, mediante un suo Delegato speciale, nominato fino dall'agosto del 1915 nella persona dell' avv. Adolfo Orvieto, si è riserbato il còmpito dell' integrazione e del coordinamento. Il Ministero tratta e risolve le questioni di massima, prende gli accordi opportuni con le autorità militari, provvede alla nomina delle Ispettrici per la •lettura negli ospedali, indica provvedimenti di segnalata urgenza e utilità ai Comitati facendovi concorrere, ove sia necessario, le loro forze riunite. Appunto all'ufficio della Delega ministeriale si deve l'istituzione dei depositi librari posti in zona di retrovie avanzate, tal volta nella stessa zona delle operrazioni, che affidati alle cure di incaricati di fiducia scelti dal Ministero hanno compiuto un imponente lavoro di distribuzione ed hanno, qua e là, dato luogo a sale .di lettura~ a vere e proprie Case del soldato, a biblioteche circolanti senza formalità, a piccoli corsi di scuola elementare per analfabeti. Ma se da una parte il Ministero dava ai Comitati prescrizioni di rifornimenti, era equo dal'- 1' altra che li aiutasse mettendoli in condizione di procurarsi, con acquisti, quel più adatto materiale librario, che i doni anche generosi degli editori e dei privati si erano dimostrati insufficenti a provvedere. La cifra effettivamente spesa o soltanto impegnata dal Ministero a questo scopo e fino al 30 giugno 1917, non arriva riel suo complesso alle ventimila lire. Eppure, poichè si trattava di persone praticissime del mercato librario, e J>Oiohè anche qui assistè la. buona ~olontà degli editori, ha consentito acquisti larghissimi, capaci, per ora, di fronteggiare le richieste ohe tendono ad aumentare piuttosto che a diminuire. L'" Opera dei libri ai soldati ,,, a cui anche società benemerite, come la Dante Alighieri o istituzioni nazionali di carattere librario come la Federazione delle Biblioteche popolari, hanno dato considerevoli aiuti, si. è dimostrata suscettibile di uno svolgimento progressivo a cui i priva~i possono e debbono concorrere col mezzo più semplice ed efficace: offrendo quei b~oni e piacevoli libri, magari soltanto quelle buone e piacevoli riviste illustrate di cui, nonostante la raccolta fatta con qualche larghezza in alcune città al principio della guerra, le riserve disponibili devono essere tuttavia assai ampie nel paese.

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