- 821 - ,,... teressi. A questo dové:te contravvénne l'Austria-Ungheria con l'invio alla Serbia della sua nota in data 23 lnglio_ 1914, senza previo cimrerto çon l'Italia. L' Aust.ria-Ungheria violò così indiscutibilmente in una delle su~ cln,usole fondamentali il '.rratt ato. Tanto maggi_ore ern l'obbligo dell'Austria• Ungheria di previ amen te concertarsi con l' Italia, in quanto dalla sua azione intransigen·e contro la Serbia derivava una situazione di1 rettamente tqndente a provorare una g-uerra europea; e sino dal principio del luglio 1914 il R. Go,·erno, preoccupato dalle tendenze prevalenti a Vienna, aveva fatto giµngere al Governo Iinperiale e Reale ripetuti consigli di moderazione ed avvertimenti sugli incombenti pericoli di carattere enropeo. L'aziope i1_1trapresa dall'Aust1 ia.-Ungheria contro la Serbia era inoltre direttamente lesi ra degli interessi genernli italh111i~politici ed economici, nella Penisola Balcanica. N:on era leci.to all'Austria pensare che l'Italia potesse restare i.ndift'erente alla menomazione dell'indipendenza della Serbia.· Non erano mancati a questo proposito i nostri moniti. Da. molto tempo l'Italia ,aveva · più volte, in termini amichevoli ma ehiari, avvertito l' Austria-UnghPria ehe l'indjpendenza della Serbia era considerata dall' Ita1 lia eome elemento e~senziale dell'equilibrio t akanico, che l'Italia stessa non avrebbe mai potuto ammettere fosse turba'o a suo danno. Nè ciò avevano detto solta1ito nei privati colloqui i suoi diplorni:itici; ma dalla tribuna parlamentare lo ave,·ano altamente e pubblicamente proclamato 'i suoi uomini di .Stato. L'Austria adunque, aggredendo la Serbin. con un i& ultimatum ,, non preceduto, con disdegno di ogni consuetudine, da qualsiasi mossa diplomatica verso di uoi e preparato ·nell'ombra con sì gelosa cura da tenerlo .celato all' Ifalia, che ne ebbe notizia insieme al pub• blico dalle Agenzie te!egrafi,che prima che per· via diplomatica,. si pose non solo fuori dell' Alleanza coll'Italia, ma si eresse a nemica degli interessi italiani. Risultava iJ1fàtti al R. Governo, per sicure notizie, che tutto il complesso programma di azione dell'Austria-Ungheria nei Balcani portava ad una gravissima dimi,nuzione politica ed economica dell'.Italia, perchè a ciò conducevano, direttamente od indirettamente, l'asservimento della Serbia, l'isolamento, politieò e territoriale· del Montenegro, Fisolamento e la decadenza politica della Romania. Questa diminuzione dell' ltalia n_eiBalcani si.sarebbe verificata anche ammettendo che l'Austria-UnghE>ria non avesse avut,o proposito di compiere nuovi acquisti territoriali. · Giova osservare che "il Governo AustroUngarico aveva esplicito obbligo di previamente C'oncert.iirsi con l'Italia in forza d'uno ~peciale artioolo 1'de1 Trattato delta 'friplioé Alleanza, che stabiliva il vincolo dell'nccordo preventivo ed il diritto a compensi· fra g-Ji alleati in caso di oecupazioni temporanee o permanenti nella regione dei B:ilcani. In proposito il R. Governo iniziò eonversazioni col Go,erno Imperiale e Reale sino dall'apertura ·deHe ostilità austro-ungariche eontro la Serbia, ritrae.1do dopo qualche riluttanza un'adesione di· massima'. Queste conversazioni ernno state iniziate subito dopo il 23 ]Uf(lio, allo s0opo di rendere al trattato violato, e quindi annullato per opera deH' Austria-Ungheria, un nuovo elemento di' vita,, quale poteva derivargli so~- tanto da nuovi accordi. Le c·anversazioni furono riprese con più precfsi intenti nel mese di diceml;n·e 1914. Il R. Ambasciatore a Vienna ebbe aJlora istruzioni di far conoscere at conte .Be; chtold che il Governo italiano riteneva necessario procedere, senza alcun ritardo, ad uno sc-ambio di idee, quindi ad un concreto negoziato col Governo I. e R.. cirea la situn.zione compless:1, derivante dal ('onflitto provocato dall'Austria-Ungheria. Il Conte Berchtold rispose da prima con· ripulfe, concludendo che non riteneva il caso di venire per questo ad alca n negoziatç>. Ma in seguito alle postre repliche, alle quali si associò il Gov·erno germanico, il eontè Berchtold fece poi cdnoseere di essere disposto ad entrare nello sca,mbio di idee da noi proposte. Esprimemmo allora 'subito un dato fondamentale del nosteo punto di vista: e cioè , gli dichiarammo che i com·perfsi conte1nplati, sui quali doveva intervenfre l'accordo, do• vevano riflettere territori trovantisi sotto il dominio attuale dell'Austria-Ungheria. Le disrussioni proseguirono per mesi, dai primi di dicembre al marzo. E solamente alla fine di marzo dal Ba'l·one Burian ci venne • I offerta una zona di tenitorio compresa in limiti lievemente a uord della città di Trento. Per questa Ce.§Sione il Governo Austro-Ungarico ci- 1·iohiedeva a sua volta numero.si. imp-egni a suo favore, fra cui pie1p. cd intera. libertà d'azione nei B(i,lcani. È da notarsi.che la cessione del territorio nel Trentino non do,eva, nel pensiero del Governo austro-ungal'ico, effettuarsi immediatamente secondo uoi chiedevamo, ma solamente alla fine dell'attuale conflitto. Rispondemmo che · 1· offe, ta non poteva soddisfarci; e formulammo il .minimo delle cessioni che potevano corrispondere in parte alle nostre aspirazioni nazionali, migliorando equamente la nostra situ,t7.ione strategica nell' Adriaiicò. rrali richieste comprendevano: un confine più ampio nel 'rrentino; uu nuovo confine snll' Isonzo; una situazione speciale per Trie- ~te: 1a.,.ession° rii ta1nne isnle òell'Arcipe• GANDOLFO SierIodato Arti·itlsmo, reumatismo, arottn, nrterlo&clero&t, ecc. - Gratis opi1,scolo. - Marc'a' lodobrom ,, (Nuova formola DE BENZI) DITTA G. SERSALE, Largo S. Domenico .Magg. 17. --------NAPOLI-------- (leggere Vita pratica). 21 Biblioteca Gino Bianco I
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