• I 320 - 56. - Il Ministero riconfermato. 1.6. maggio 1.915. - Il Re, dopo aver invitato successiva1nente gli onorevoli Giolitti, Marcòra e Boselli a costituire un nuovo gabinetto decide di non accettare le dimissioni del ministero Salandra .. 57. • -Il conferimento dei poteri ~traordinari al governo del Re. 2 2 maggio 1915. - Legge che conf erisce al governo del Re i poteri straordinari in caso di guerra. Il Governo del Re ha facoH,à, in caso -di guerra e durante la guerra medesima, di emanare disposizioni aventi valore di legge per quanto sia richiesto dalla difesa dello Stato, dalla tatela dell'ordine pubblico e da urgenti o straordinari bisogui dell'economia nazionale. Restano ferm_e le disposizioni di cui agli articoli 243 a 251 del Codice Penale per l' esereito. · Il Governo del Re ha facoltà di ordinare le spese necessarie e di provvedere con mezzi straordinari ai bisogni del te.:>oro. · Il Governo d-el Re è autorizzato a esercitare provvisoriamente, in quanto non siano approvati per legge e non oltre il 31 dicembre 1915, i bilanci per le amministrazioni dello Stato nell'esereizio 1915-16, secondo gli stati di previsione dell' eutrata e della spesa e i relativi disegni di legge con le susseguite modificazioni già proposte alla Camera dei Deputati, nonchè a p1·ovvedere i mezzi straordinari per fronteggiare le eventuali deficenze del bilancio derivauti da aumenti di spese o da diminuzioni di entrate. La presente legge andrà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione. 58. - Le zone di guerra. 22 maggio 1915. - Il Re con un decreto dichiara in istato di. guerra i territori di a~cune provincie del Regno. A decorr~re dal 23 corr., è considerato in istato di guerra il territol'io delle provincie di Sondrio, Brescia, Verona; Vicenza, Belluno, Udine, Venezia, Treviso, Padova, Mantova, Ferrara, e quelle delle isole e dei comuni costieri deH'Adriatico, nonohè di tutte lefo1:tez~e che· siano dichiarate in istato di resistenza per ordine dei ministri della guerra e della marina. 59. - La dichiarazione- di guerra. 2 3 maggio 1915. - L' Italia dichiara •.guerra all'Austria-Ungheria. Secondo le istruzioHi ricevute da S. M. il Re, suo augusto, Sovrano, il sottosèritto ba l'onore di partecipare a S. E. il Ministro degli Esteri dell'Austria-Ungheria la seguente dichiarazione: Già il 4 del mese di maggio vennero comunicati al Governo :r. e R. i motivi per i quali l'Italia, :fiduciosa del suo buon diritto, ba considerato decaduto il trattato BibliotecaGino Bianco d'alleanza con l'Austria-Ungheria, che fu violato dal Governo Imperiale e Reale, lo ha dichiarato per l'avvenire nullo e senza effetto ed ha ,ripreso la sua libertà d'azione. Il Governo del Re, fermamente deciso di assicurare con tutti i mezzi a sua disposizione la difesa dei diritti e degli interessi ìtaliani, non trascurerà il suo dovere di prendere contro qualunque minaccia presente e futura quelle misure che vengano imposte dagli avvenimenti per realizzare le a~pirazioni nazionali. S. M. il Re dichiara che l'Italia si considera in istato di guerra con l'Austria-Ungheria da, domani. Il sottoscri!Jto ha l'onore di comunicare nello stesso tempo a S. E. il Ministro degli Esteri. Austro-Ungarico che i passaporti vengono oggi consegna,ti all'ambasciatore I. e R. a Roma. Sarò grato se vorrà pro,vvedere a fargli consegnare i 'SUOi. - DUCA D'AVARN;\.. 60. - Le ragioni della nostra guerra notificate a tutte le Potenze. 2 3 maggio 1915. - Il ministro degli Affari Esteri' invia a tutti i nostri rappresentanti ali' Estero una nota con la quale il Governo ·italiano spiega i motivi che giustificàno l,o stato di guerra esistente fra l' Italia e l' Anstria-Ungheria, e notifica tale stato di guerra a tutte le -potenze. Il carattere eminentemente conservativo e difensivo della Triplice Alleanza risulta evidente dalla lettera e dallo spirito del Trattato e dalle intenzioni chiaramente manifestate e consacrate in atti ufficiali dei ministri' ..c. he fondarono l'Alleanza e ne curarono i miglioramenti. Agli intenti di pace si è costantemente ispirata la politica italiana. Provocan4o la guerra europea, respingendo la risposta remissiva della Serbia che dava all'Austria-Ungheria tutte le sodq.isfa.zioni che essa poteva legittimamente •chiedere, rifiutando di dare ascolto alle proposte. conciljative che l'Italia aveva presentato insieme ad altre Potenze nell'intento di preservare l'Europa da un immane c!onflitto che avrebbe sparso sangue ed accumulato rovine in proporzioni mai vedute e neppure immaginate, l' Austria-U11gheria lacerò colle sue stesse mani il patto di alleanr.a con l'Italia, il quale, sino a che era stato lealmente interpretato non ·come strumento d'aggressione, ma solo come difesa contro possibili aggressioni' altrui, aveva validameute contribuito ad eliminare le occasioni o a· comporre le ragioni di conflitto, e ad assicurare ai popoli per molti anni i beneficf inestimabili dell:\ pace. L'articolo 1 del Trattato consacrava una norma logica e generale di qualsiasi patto di alleanza: cioè l'impegno di procedere ad uno scambio di idee sulle questioni politiche ed economiche di natura generale che potessero presentarsi. Ne derivava che nessuno dei contraenti era ltbero di int1'aprPnder.e, senza previo comune concertò, un'azione le cui conseguenze potessero produrre agli altri alcun obbligo contemplato dall'alleanza o . comunqué toccare i loro più importanti i,nf
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