Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1917

( - 313 - frontiere nei riguardi degli Stati Balcanici contraria all'articolo stesso q ua.lunque azione contiuanti. militare che volesse muovere da oggi in poi Il Governo Italiano, sin dall'origine tJ.ella l'Austria-Ung)leria nei Balcani, sia contro la presente guerra, ha sostenuto che le delibe- Serbia sia contro il Montenegro o altri, senza, razioni di Londra per l'Albania continuassero che sia avvenuto il preliminare ac·cordo ria rimanere valide e obbligatorie. chiesto dall'articolo 7o. , Solo l'Italia, come Potenza neutrale, era Non ho bisogno di rilevare che se di quein g1·ado di p1·ovvedere alla tutela delle de- sta dichiaraz-ione e del disposto dell'articolo liberazioni di Londra e ciò spiega e giustifica 70 il Governo Austro- Ungarico mostrasse col come da nessuna parte ci vennero mosse ob- fatto df non voler tenere il dovuto conto, ciò biezioni allorchè occupam.mo Sasseno e· Va- potrebbe po1·tare a gravi conseguenze, delle lona in- via provvisoria allo scopo di preser- quali questo Regio Governo declina fin da vare quelle importanti località albanesi da ora ogni responsabilità. avvenimenti che av-rebbero avuto grave ri- Al quale proposito giova-ricordare le inpercns~ione internazionale. È uoto infatti che timazioni fatte in va-rie occasioni dal Governo Valona si trovava sotto la imminente minac- Austro-Ungarico all'Italia durante la guerra eia di ò.isordini per effetto delle ambizioni Libica. contrastanti dei ghegbi' e degli epiroti. Gli Il Conte Aehrenthal dichiarava il 5 noepiroti erano seonfessati dal Governo d'Atene, vembre 1911 a Vostra Eccellenza che "una rna nessuno può illudersi sulle conseguenze nostra azione sulle coste ottomane della Turche sarl:\bbero deriva-te da una occupazione chia europea come sulle isole del mare Egeo epirota di Valona. non av~·ebbe potuto .essere ammessa nè dalSe per Valona fu indispensabile pro~edere l'Austria-Ungheria nè dalla Germani-a, percbè 1 ad una provvisoria occupazione militare, per contraria al Trattato di Alleanza ,, (telegramil resto dell'Albania bastò l'azione diploma- · ma di Vos-tra Eccellenza-5 no\rembre 1911). tica a tener in rispetto· le ambizioni degli E il 7 novembre dello stesso anno Vostra Stati Balcanici confinanti. Le vive insistenze Eccellenza telegrafava:" Aehrenthal considera eseguite presso i Governi di Belgrado, di i bombardamenti dei porti della Turchia di A~ene e di Cettigne, hanno ottenuto il felice Europa quali Salonicco, Cavala,. ecc.,, come risultato di trattenere, fino ad ora quei Go- contrari -all'articolo 70 ,,. verni da incursioni e da operazioni militari. . ,Nel 1912 trovandosi la nostra squadra a~- 1 È dunque grazie al fermo. atteggiamento del l'imboccatura dei Dardanelli ed essendo-stata Governo Italiano che l'Albania, quale fu :~o- bombardata dai forti di Kum Kalessi, essa riluta dalla Confe,renza di Londra, non ebbe spondeva danneggiando i forti stessi. Il Conte a soffrire radicali menomazioni nella sua esi- Berchtold 8i lamentò dell'accaduto ed agstenza e- nella sua compagine. giunse che 14 se il Governo desiderava riprenDopo aver risposto così alle "contropro- dere la sua libertà d'azione, il Governo Imposte,, formulate dal Barone Burian, le quali, periale e Reale av-rebòepotuto fare altrettanto,,. come ho dimostrato, non hanno ragione di es- .l!erciò egli non avrebbe potuto aro.mettere sere nel presente negoziato, osservo quanto che noi avessimo fatto in avvenire operazioni segue: simili a quelle ora compiute o un'azi'one Son trascorsi d-ue mesi e più dacchè po- qualsiasi in op~osizione al punto di vista nemmo dinanzi al Governo Austro-Ungarico manifestato nei colloqui precedenti. Se una la questione dell'articolo 7° del Trattato operazione simile fosse stata da noi eseguita. della Triplice Alleallza, invitandolo ad una essa am·ebbe potuto avere conseguenze gravi ,,. amichevole discussione intorno ai compensi V. E. vorrà comunicare quanto sopra _a da darsi all'Italia pel turbamento da 1 ui pro- codesto Governo. - SONNINO• . vocato nell'equilibrio Balcanico. Per quanto non ci si sia mai opposto un reciso rifiuto a trattare, passano le settimane e i mesi, e non si è riusciti mai ad .avere una · risposta nemmeno sul- primo quesito di massima, se cioè codesto Governo Imperiale e Reale fosse disposto ad accettare la discussione sul terreno della cessione dei territori già og~i posseduti dall'Austria-Ungheria. Invece, mentre da un lato si propongono nuove questioni e argomenti di dibattito, che hanno il manifesto scopo di eludere ogni discussione sul tema da noi proposto e di condurre le cose in lungo, dall'altro si vanno intanto allestendo nuove spedizioni militari nei Balcani. Di fronte a questo contegno persistentemente dilatorio a nostro riguardo non è possibile ormai nutrire più alcuna illusione al1' esito pratico delle trattative. Onde il ;Regio Governo si trova costretto, a, salvaguardia della propria dignità, a ritirare ogni sua proposta o iniziativa di discussione e a trincerarsi nel semplice disposto dell'articolo 7°, dichiarando che considera come apertamente BibliotecaGinò Bianco 42. - Il veto dell'Italia. 17 -febbraio 1915. -- Il Governo italiano dopo ripetute diffide circa qualsiasi azione militare austriaca· nei Balcani senza preventivo accordo, dichiara che la diffida ha il preciso significato di un veto opposto da noi fino a che non si sii:t prima verificato l'accordo sui compensi voluto dal1' art. 'l0 del Trattato,. Dalla risposta. data dal Barone Burian alla comunicazione fattagli dall'Eccellenza Vostra riguardo alla diffida di qualunque azione militare. austro-ungarica nei B,alcani senza preventivo accordo col Regio Governo,. traspare evidente l'intenzione di far precedere eventualmente siffatta azione militare alla discussione dei compensi di cui all'art. 7. Approvo la :risposta datagli da Vost1·a Eccellenza. E raccomandole valersi della primissima occasione per ripetere chiaramente al .Barone Burian ..

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