311 - nel 1907 e ~ccettato da quarantaquJ.\ttro Stati, chiedono che i monumenti artistici° e storici, le gallerie e i musei, le biblioteche e gli archi-vi, tutte insomma le sedi e le raccolte di documenti d' ar~e e di cultura, siano dagli eserciti belligeranti risparmiate, con ogni sforzo, durante e dopo l'azione guerresca, come quelli che sono, per l'avvenire, testimoni gloriosi del passato, e che non soltanto ali' una o all'.altra nazione, ma appartengono a tutto il mondo civile. 38. - Il Ministro italiano degli Esteri insiste. 2 3 gennaio 1915. - Nuove insiste~z.e del nostro ministro degli Esteri presso il Governo austro-ungarico per ottenere la cessione di territori posseduti dall'Austria e non di quelli posseduti dai suoi avversari. Nuove insistenze in favore dell'indipendenza della Serbia che l' on. Sonnino dichiara un i:n.: teresse di primo ordine p'er l' I talla. Quanto ·alla richiesta fatta .a Vostra Eccellenza dal ~arone Burian nel colloquio del 18 corrente, per maggiori schiarimenti riguardo a quella ·mia esclusione di territori posseduti da u:1 terzo belligerante e all' osservaz.ione del Barone Burian che anche Austria-Ungheria è uno Stato belligerante, parmi quasi superfluo spiegare che all'Austria-Ungheria chiediamo la cessione di territori da lei già posseduti in proprin, mentre codesto Governo vorrebbe discutere della cessione di territori oggi posseduti da un suo avver- .sario, •e che in ciò sta tutta la differenza. Belligerante o no, ..qualunque Stato può dare una cosa propria ad un neutrale o scambiarla con lui, senza che l'accettazione per parte di questi possa costituire una menoma violazione della neutralità; ammenochè {e non sarebbe oggi il caso) la cosa trasferita fosse l'oggetto preciso della contesa tra il donatore e i terzi; ma non si può dire lo stesso quando si. tratti di dare un te.rritorjo che lo Stato concedente non possiede in proprio e che appartiene invece ad un suo avversario belligerante: in questo caso l'accettare tale offerta di territorio per parte dello Stato neutrale, come corris.pettivo ad una qualunque azione o prestazione su.a, apparisce evidentemente come un atto non amichevole e di parteggiamento di fronte al proprietario attuale del territorio stesso. Da ogni parte si annuncia oggi una nuoya spedizione mWtare austro-ungarica contro la Serbia. Siffatta spedizione· tende a turbare la condizione politica dei Balcani, avvantaggiandovi da un lato l'lnfluenza e gl' interessi dell'Impero austro-ungarico e mettendo in pericolo dall'altro le condizioni dalla. Serbia, I.a conservazione della cui piena indipendenza politica ed economica rappresenta un interesse' di prim'ordine per l'Italia. In queste con4izioni giova oggi richiamarP. l'attenzione di codesto Governo sulla s.ingolare importanza ed urgenza che assume ta diseussione preliminaT·e intorno ai compensi da stipularsi per l'Italia ai sensi delBibliotecaGino Bianco I l'articolo VII del Trattato della Triplice Alleanza. Prego V. E. intrattenere il Barone Burian sù quanto precede appena egli ritorni a Vienna e telegrafarmi. - SONNINO. ' 39. - La lettera al ~ Caro Peano :..- 24 gennaio 1915. - L' on. Giovanni Giolitti, ex-presidente del Consigrio, scrive da Cavour all'onor. Camillo Peano già suo ·capo di gabinetto, una lettera nella quale chiarisce i suoi rapporti col principe di Biilow e afferma che forse ✓ parecchio ~ si potrebbe ottenere senza la guerra. Caro Amico. È stranissima la facilità con la quale parte in buona, ~ parte in mala fede, si formano leggende. Ora due tendonq a formarsi:· una di pretesi miei rapporti col Principe• di Bulow, l'altra l'opinioI)e che mi si attribuisce che si debba mantenere in modo assoluto la neutralità in qualunque caso ..... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La mia adesione al partito della neutr,1lità ·assoluta: altra leggenda. Certo io considero la guerra non come una fortuna, ma come una disgrazia, la quale si deve affrontare solo quando sia necessario per l'onore o per grandi interessi del paese. Non credo sia lecito portare il paese alla guerra per un sentimentalismo verso altri popoli. Per sentimento ognuno può gettare la propria vita, non quella del proprio paese. Ma quando necessario non esiterei ad affrontare la guerra, e l'ho provato. Potrebbe essere, e non apparirebbe improbabile, che ne1le attuali . condizioni dell'Europa, parecchio possa ottenersi senza una guerra: ma, su di ciò chi non è al governo non ha elementi per un giudizio completo. Quanto alle voci di· cospirazioni ~ di crisi non le credo possibili. Ho appoggiato eQ.appoggio il Govern_o, 11ulln. importandomi delle insolenze di chi gli si professa amico ed invece è forse il suo peggior nemico. Gradisca i più cordiali saluti. - Aff.mo Grnv ANNI GIOLITTI. 40. - Controproposte dell'Austria- Ungheri.a sulla questione dei compensi. 12 febbraio 1915. - L'Austria rileva che l' azione italiana in Albania si è pian piano modificata e intensificata. al punto di sbarcare truppe di varie armi con molto materiale da· guerra e di impadronirsi dell' amministrazione civile politica è :finanziaria di Vi:tlona. L'Austria afferma che le co1tversazioni tra essa e l' I talla sul terna dei compensi per l'avanzata austriae;a in Serbia proseguirebbero più utilmente se· esse riguardassero anche i oompensi da darsi all'Austria per le oècupazioni italiane nell' Egeo e in Albania. •
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