Almanacco italiano : piccola enciclopedia popolare della vita pratica - 1917

- 309 - ticolo 7° parla espr€ssamente dello stat·u quo in Oriente e nella regione dei Balcani. e non già dell'Impero Ottomano come tale. E la spedizione militare dell'Austria il1 Serbia ha precisamente turbato lo statu quo e i.' equilibrio pre:visti dall'articolo 7°. Ripeto che no.i non abbiamo dato all'art-i colo 7° l'applicazione proibitiva sostenuta ·da codesto Governo durante la guerra libica, ma non abbiamo inteso, nè intendiamo con ciò rinunciare ai diritti che dall' arti.colo stesso ci sono assicurati. . . È bene, in pr-oposito, ricordare i termini stessi usati da codesto Governo nelle sue comunicazioni durante la guerra libica. Col telegramma del 5 novembre 1911 Vostra Eccellenza informava averle il Conte Aehrental dichiarato che " una ·nostra azione sulle coste ottomane della Turchia Europea come sulle isole del mar Egeo non avrj?bbe potuto essere ammessa nè dall'Austria nè dalla Germania perchè contraria al trattato di Alleanza ,,. Tale· dichiarazione fu fatta a Vostra Eccellenza in seguito alla voce corsa che navi da guerra italiane avrebbèro fatto proiezioni elettriche nelle vicinanze di Salonicco. Col telegramma del 7 novembre 1911, Vostra Eccellenza informava che·" il Conte Aehrental considera bombardamenti dei porti della Turchia Europea quali Salonicco,. Cavalla, ecc., come contrari all'articolo 7°.,,. Nel1' aprile 1912 (teleg. di V. E., in data 21 aprile) il Conte Bercl;ltold mosse vive lagnanze perchè la squadra italiana da~anti ai Dardanelli, rispondendo ai colpi di cannone di quei forti, li danneggiava; in quella occasione il Conte Beechtold Le dichiarò che " se R. Governo desiderava riprendere la sua libertà d'azione Governo Imperiale e Reale avrebbe potut0 fare altrettanto. Però egli non avrebbe potuto ammettere che noi avessimo fatto in avvenire operazioni simili e qualsiasi azione in opposizione al punto di vista manifestato nei colloqui precedenti. Se una operazione simile fosse stata da noi eseguita, avrebbe potuto avere conseguenze gravi~· Alla osservazione di Vostra Eccellenza che il R..Governo aveva ripetutamente dichiarato di non poter ammettere fosse intaccata l'integrità e l'indipendenza politica ed economica della Serbi~, giacchè ciò era contrario ai nostri interessi e al disposto del Trattato, il Conte Berchtold replicò che il Governo Imperiale e Reale non 'aveva affatto l' intimzione di " annientare:, la Serbia. Non posso considerare questa risposta come soddisfacente. Tra il mantenimento dell'integrità e dell'inaipendenza p'Olitica ed economica da un lato, e l'annientamento dall'altro, vi è un grande margine che appunto deve formare oggetto e base di negoziato e d'accordo fra noi e l' Austria conforme le disposizioni del Trattato. Occupa'zioni territoriali anche parziali permanenti o temporanee, oppure qualsiasi vantaggio di carattere non territoriale, e- anche di sola influenza politiC'a o di privilegi eco1iomici debbono formare argomento di previi accordi. Quindi nòn basta che il Conte Berchtold Le abbia dichiarato esser disposto venire ad. accordi in caso di vere occupazjoni anche temporanee. . E mi rincresce cl;l'e il Conte Berchtold non BibliotecaGino Bianco - creda che sia il caso di venire per ora ad uno scambio di idee con noi. Prego Vostra Eccellenza insistere. con lui sostenendo il nostro punto di vista. L'accordo, a mente dell' articolo 7°, deve essere preventivo, e non contemporaneo o 'consecutivo al fatto o a-ifatti che danno luogo al negoziato o all'accordo medesimo. Voglia l'Eccellenza Vostra tener p1·esent~ e-be consideriamo come gravemente dannosa ai nostri interessi. l'eventualità di prolungate conversazioni con Vienna circa la in.terpre- · tazione di massima dell'articolo 70, mentre maturano gli avvenimenti che ci facciano trovare di fronte a fatti compiuti. Nel colloquio che Ella avrà col Conte Ber, chtold voglia confermargli qùanto le comu-: nicavo col mio telegramma del 9 corrente circa le tendenze cbe si constatano nel Parlamento e nella opinione pubblica, e circa· la somma· opportunità, nel comune interesse, di stabilire le relazioni fra; i nosti·i due paesi sopra una solida e permanente b-ase di fiducia e di' costante amicizia. - SoNNrno. 34. • Il pr.i~o prestito nazionale. {9 dicembre .'1914: - Il Re :fir1na un decreto per l'emissione dì un prestito nazionale di un miliardo al 4;50% netto con Timborso entro venticinque anni. La sottoscrizione al prestito si chiuse il giorno 11 gennaio con çirca 380··mtlioni in più del miliardo richiesto. 35. - Biilow·in _Italia . .. 20 dicembre 1:914. ·- L' on .. Sonnino informa °ilnostro ambasciatore a·Vienna della prin1a conversazione avuta col Principe di Biilo~, e di un' altTa avuta con• l' ambascintore d'Austria barone Macchio il quale insiste,su la distinzione tra occupazione temporanea· e momentanea. ' Ho ricevuto ieri per la prima volta il Principe di Biilow. Egli mi ha detto che era venuto in Italia col proposito di meglio fare intendere a Berlino la mentalità ed il punto di vista nostro nell'attuale periodo, e di meglio spiegare qui i punti di vista della Germania. Si proponeva di lavorare a migliorare le buone relazioni e le inte~e fra i due .Paesi. Prima di lasciare Berlino ayeva avuto notizia del passo da noi fatto a Vienna, invocante una discussione a proposito dell' articol0- 7° del Trattato della Triplice. Egli aveva detto a Berlino· che .eravamo nel vero e avevamo tutte Je. ragioni di volere quella discussione intorno ai compensi che sarebbero consentiti qmando l'Austria avesse conseguito alcuni dati risultati. E riteneva che questo $UO apprezzamento ayesse avuto il suo effetto anche a Vienna. Osservai al Principe di Bùlow Ja situazione in Italia potersi riassumer.e in pochissime parole. La maggioranza del' Paese essere favorevole alla conservazione della neutralità ed a sostenere per questo il Governo, ma col presupposto che cù11,l~ neutralità si I I .

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