Gaetano Salvemini - Scritti vari (1900-1957)

Italia scombinata quel personaggio di Ferravilla, o ad imitare quei dannati danteschi 1 quali camminavano con la testa rivolta indietro. Quasi tutti coloro che votarono per la monarchia il 2 giugno 1946, hanno capito che non debbono camminare con la testa rivolta indietro. Tu fa' altrettanto. Aiuta meglio che puoi la baracca, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Carissimo, La capponaia1 (Lettera a un amico) ho qualche dubbio sulla analogia che tu trovi fra il trasformismo di Depretis e la politica di De Gasperi. Al tempo cU Depretis (e di Giolitti) la maggioranza "ministeriale" era un conglomerato di gruppi, che non erano divisi da nessuna incompatibilità ideologica perché non avevano nessuna ideologia di nessun genere, salvo quella di rimasticare, in un periodo di placida continuità, le formule tradizionali di un liberalismo di destra (cioè piu conservatore) e di un liberalismo di sinistra (cioè meno conservatore) senza prendere sul serìo né l'uno né l'altro. Oggi la situazione è mutata. Dopo le elezioni del 18 aprile esiste una grossa maggioranza ideologicamente compatta sotto la direzione del Vaticano. Essa si circonda di alcune appendici - "liberale," "repubblicana," "socialista di destra," - delle quali non ha nessun bisogno per governare. Ma se ne serve per attuare con minori difficoltà la politica dettata dal Vaticano specialmente nei problemi scolastici. De Gasperi neutralizza gli uni cogli altri, additando la via della porta a chi non è disposto a .contentarsi dell' ... automobile ministeriale. Le esigue salse piccanti "liberali," "repubblicane" e "socialiste" che servono di condimento al grosso pastone compatto democratico-cristiano, non bastano a fare di quel pastone una combinazione di manicaretti diversi, ognuno dei quali contribuisce con qualcosa di suo al banchetto. Invece, il trasformismo di Depretis e di Giolitti era la "trasforma• zione" di tutti i partiti, sprovvisti oramai di ideologie contraddicentisi, in un unico calderone ministeriale, dal quale ognuno cercava di schiumare quel che poteva. Il trasformismo significò la fine dei due partiti tradizionali - la 1 Da "Controcorrente," agosto 1948, a firma "Gaetano Salvemini." [N.d.C.] 756 Bibloteca Gino Bianco

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