Nostalgie sabaude Meno che mai comprendo come mai tu possa ritenere che un re,. oggi, in Italia, rappresenterebbe un ostacolo al clericalismo. Oggi, un re, in Italia - e piu precisamente Umberto II, colla sua forma mentale alla Carlo Alberto: peccare di notte e picchiarsi il petto di giorno, re ideale per i gesuiti - sarebbe uno strumento di piu al servizio del Vaticano. Non per nulla il Vaticano, nella votazione del giugno 1946, fece tutto il possibile per salvare la monarchia. Mi dici tu su quali elementi fondi la tua opinione che, se Umberto II fosse stato accettato come re, nel giugno 1946,. con l'appoggio del Vaticano e grazie ai tre quarti del Partito democraticocristiano, quel re dimostrerebbe oggi di fronte al Vaticano maggiore indipendenza di quanta suo padre abbia dimostrata verso il fascismo ai bei tempi di Mussolini? Tu per il primo diresti: "Il popolo italiano vuole i preti; perciò Umberto II fa bene ad andare a messa ogni giorno." Secondo te, il popolo italiano avrebbe dovuto fare ogni giorno una rivoluzione per protestare contro Mussolini che obbligava la monarchia a fare quelle porcherie che conosciamo. Ma quella stessa monarchia, se il popolo non l'avesse mandata via, non sarebbe oggi clericale, sebbene il popolo abbia eletto oggi una maggioranza parlamentare clericale. Che logica è mai questa? La responsabilità dei monarchici italiani è questa: •dato che la repubblica era diventata inevitabile, avrebbero dovuto lavorare a creare in essa un partito che conservasse quanto esisteva di buono nel regime monarchico' prefascista - per esempio la separazione quasi totale fra Stato e Chiesa. Invece di fare questo lavoro, si esaurirono in un'impresa che non poteva riuscire, e che se fosse riuscita avrebbe precipitato l'Italia in uno stato di guerra civile permamente. Non salvarono la monarchia ed indebolirono la repubblica. Una repubblica al 54 per cento può tirare avanti, sia pure a furia di calci e di spintoni. Una monarchia al 54 per cento sarebbe stato uno straccio sporco e fetente. Una monarchia vive di prestigio. Non so se anche il 75 per cento dei voti le sarebbero bastati. I monarchici avevano cos{ perduto il senso della realtà da credere che il plebiscito del giugno 1946 ' avrebbe dato loro il 75 per cento dei voti? E se non si aspettavano il 75 per cento, che cosa si aspettavano? Una monarchia al 51 per cento con gli stati di assedio in permanenza, come negli ultimi anni di Umberto il Buono, piu le benedizioni di Pio XII a quegli stati d'assedio? Non sciorinarmi tutti gli spropositi che hanno fatto in questi anni gli avversari della monarchia. Te li concedo tutti. "Signor giudice," disse l'accusato, "sono colpevole d'adulterio, ma anche vostra moglie vi fa le corna." Diventava per questo egli innocente? Le bricconate di coloro che sono succeduti alla monarchia sono immense. Ma esse non annullano le bricconate infinitamente maggiori di Vittorio Emanuele III e di coloro che formavano il nucleo centrale di quella che si suol chiamare "la monarchia!" Questo è il fatto da tener presente da chi non vuole ridursi, oggi,, in Italia a starsene assiso su quel sasso a gemere nel dolore, come faceva 755 • BiblotecaGino Bianco
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